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Segnalazione all'europa

“Digestore di Saliceti approvato ignorando nuovi criteri di valutazione rischio idrogeologico”

Sarzana che botta: "La direttiva europea del 2007 sostituisce i PAI con i PGRA. E non è questione di acronimi, cambia radicalmente l'approccio". No biodigestore verso la 24 ore di presidio a Saliceti: "Peracchini snobba cittadini per vocazione". Ugolini (M5S): "Presidente Provincia sottoscriva petizione a ministro Cingolani".

La Val di Magra vista dalla località Boceda, sotto Ponzano superiore

“A quattordici anni dall’emanazione della direttiva europea sulle alluvioni la Regione Liguria continua ad approvare piani urbanistici e progetti industriali, basandosi sui vecchi Piani di Assetto Idrogeologico, che tra un mese andranno ‘fuori corso’. Anche il digestore di Saliceti è stato approvato valutando il rischio idrogeologico ed idraulico, ignorando i nuovi criteri di valutazione del rischio idrogeologico introdotto dalla direttiva UE, recepita in Italia nel 2010, cioè un anno prima della disastrosa alluvione del 2011. Questo decennale ritardo è oggetto di una nuova segnalazione alla Commissione petizioni del Parlamento europeo, che da oltre un anno ha posto l’attenzione sul progetto di digestore a Saliceti per i rischi ambientali che comporta”. Così in una nota il Comitato Sarzana, che botta! Ad attivare la Commissione europea era stata una petizione dei sindaci di Santo Stefano e Vezzano Ligure, Paola Sisti e Massimo Bertoni e dei Comitati No Biodigestore Saliceti, Sarzana che botta!, Acqua Bene Comune, dalle associazioni Cittadinanzattiva, Italia Nostra e Legambiente. “Nel nuovo rapporto all’Europa – proseguono dal sodalizio -, che ha fatto tesoro delle relazioni prodotte in Commissione ambiente della Regione dal geologo Luca Raimondi per il Comitato No Biodigestore Saliceti, e dall’ingegner Lanfranco Pambuffetti e da Carlo Ruocco del Comitato Sarzana, che botta!, con il contributo giuridico di Marco Grondacci, viene anche segnalata la sottovalutazione del rischio sismico, sempre per l’uso di vecchie carte: Saliceti è un’area segnata da quattro faglie attive, cioè in movimento, capaci di recare danno a persone e infrastrutture”.

Dal comitato affermano altresì che “vale la pena sottolineare che tra la valutazione del rischio effettuata con i vecchi PAI e i nuovi criteri introdotti dalla Direttiva Alluvioni corre una differenza enorme. I PAI erano costruiti sulla base degli eventi che si erano verificati in una determinata area nel corso della storia. Insomma una fotografia del passato. La direttiva europea del 2007 sostituisce i PAI con i PGRA, Piano di Gestione del Rischio Alluvioni. Non è questione di acronimi. Cambia radicalmente l’approccio. I nuovi Piani hanno cinque obiettivi: prevenzione, protezione, preparazione, risposta e ripristino. Si previene un disastro in caso di alluvione costruendo un impianto da 120.000 tonnellate di rifiuti in una zona già invasa dall’acqua nel 2011?”.

Intanto si avvicina la 24 ore di mobilitazione anti digestore in programma a partire dalle 15.00 di sabato prossimo, 20 novembre. In una nota odierna, il Comitato No Biodigestore si rivolge al presidente della Provincia e sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini: “I Comitati e le associazioni stanno ancora aspettando sue risposte a nostre sei istanze, comprese due richieste di audizione, inoltrate tra il 10 gennaio 2020 e il 30 aprile 2021 per richiamare l’Ente da lui presieduto a esigere da parte della Regione il rispetto del Piano d’area 2018, essendo la Provincia titolare della scelta del sito, e della gara europea 2016, che assegnava a Iren il diritto di realizzare un digestore a Boscalino di Arcola al posto del vecchio inceneritore, per chiudere il ciclo dei rifiuti alla Spezia: costo 7,7 milioni di euro e non 60 milioni come ora annunciato da Iren-Recos. Abbiamo trasformato queste istanze in altrettante diffide ad adempiere l’8 dicembre 2020, il 27 febbraio e il 30 aprile 2021, inviate anche al Consiglio provinciale, dove siedono – in maggioranza – forze politiche che si dichiarano attente alle ‘esigenze dei territori e che speriamo di avere – non solo formalmente – al presidio”. Per il sodalizio “Peracchini snobba i cittadini, i comitati e le associazioni per vocazione”. E guardando al presidio del fine settimana, gli attivisti affermano che “l’invito gli è stato recapitato il 13.11.2021 e risulta consegnato. Comunque è stato inviato nuovamente sulla sua pec il 17.11.2021”.
Peracchini ‘chiamato’ a Saliceti anche dal consigliere regionale del Movimento cinque stelle Paolo Ugolini: “Venga a Saliceti – dichiara in una nota – e sottoscriva anche lui la petizione al Ministro Cingolani. E per una volta, ascolti i cittadini anziché obbedire ai diktat della Regione che ragiona solo in funzione degli interessi dell’imprenditoria ed è da sempre sorda al grido di allarme di chi, carte alla mano, vede profilarsi un disastro ambientale”.

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