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I vecchi giornali "scomparsi" a causa del ritiro del player

di Alberto Scaramuccia

Una storia spezzina
I vecchi giornali "scomparsi" a causa del ritiro del player

- L’Amministrazione Municipale una quindicina d’anni fa pubblicò in Rete l’archivio degli antichi periodici spezzini. Fu grossa cosa perché da allora a chi ne è interessato, ha permesso di approfondire la conoscenza del passato del territorio. Chi mi segue sa che di quella schiera faccio parte, convinto che gli archivi dei giornali hanno pari dignità di quelli che generalmente si pensano più altolocati. Il giornale locale, infatti, è lo specchio della comunità che lo legge perché ne riflette il pensiero. La stampa influenza il lettore dai cui gusti è, tuttavia, condizionata: se un foglio scrivesse cose che vanno contro l’opinione corrente, non sarebbe comprato.
Perciò ho definito il sito degli antichi periodici come una miniera d’informazioni a cielo aperto, proprio perché permetteva di conoscere come s’è formata la pubblica opinione cittadina e di colmare qualcuno dei buchi neri che permangono nella storia locale.
Il sito, di cui presuntuosamente credo d’essere stato uno dei divulgatori, è sempre stato ben frequentato, da aficionados locali e da fruitori foresti: emigrati che così mantenevano un legame con la terra natale e studiosi che da quella lettura ricavavano dati per le loro ricerche.
Ad esempio, so che qualche copia è stata letta al ministero della Cultura per un’indagine atta a ritrovare le bandiere della Repubblica romana del 1849, una delle quali fu sventolata da Francesco Zannoni, il mazziniano che inventò il bagno Selene.
Per l’intero scorso anno all’apertura del sito un avviso annunziava che dal 1° gennaio non sarebbe stato più disponibile il visualizzatore che consente la lettura di quelle pagine dato che Adobe, la multinazionale produttrice, da quella data l’avrebbe ritirato dal mercato. Così, ricordando che gli originali sono stati trasferiti altrove per meglio proteggerli dall’usura, dal 6 gennaio i giornali non si possono più leggere. Quando si cerca una pagina, una laconica scritta informa: “download non riuscito”.
Certo, non è colpa dell’Amministrazione.
Però, se chi ha il compito di governare il Comune è convinto che la conoscenza del trascorso è un non trascurabile momento identitario come spesso sento dire, penso debba attivarsi per trovare una soluzione, magari chiedendola ai curatori del sito. Non è una cosa semplice e certo qualche iniziativa al proposito è già stata intrapresa. Tuttavia, sarebbe bello che, anche se questo al momento non è esigenza primaria, si potesse avere qualche notizia al proposito.
Altrimenti vorrebbe dire che, a dispetto di tante asserzioni, non interessa più di tanto sapere come la Spezia s’è formata.

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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