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Orfani della Sprugola, i germani ancora tra noi

di Bert Bagarre

sprugoleria
Germani nel Lagora

- Chiunque sia o sia stato in gioventù un fan delle strisce create dal mondo Disney, sa benissimo a che cosa ci si riferisce quando si dice Topolinia o Paperopoli, gli ambienti in cui vivono i due eroi protagonisti di quelle storie.
Ma non si pensi che quei due paesi siano confinati nel mondo dei fumetti. Al contrario essi sono ben presenti anche qua, nel nostro reame di Sprugolandia.
Tralasciando Topolinia che dalle nostre parti non è popolata dalle simpatiche creature che animano il mondo dei giornaletti, va detto che Paperopoli è un feudo la cui presenza risale molto addietro nel tempo. Infatti, già in un celeberrimo dipinto del vedutista Agostino nelle acque del laghetto ormai, ahinoi, interrato di Sprugola, divinità eponima del territorio, si vedono sguazzare gruppetti di palmipedi pennuti, piccole chiazze bianche che illuminano con il loro candore lo scuro della gora.
È, dunque, quella delle paperotte una presenza che risale a parecchi decenni fa, certificata nel tempo anche se, confesso, io non la ricordo se non negli ultimi tempi. Non credo che la loro assenza sia stata una difesa dai razziatori del foie gras; penso piuttosto che la loro presenza fu presumibilmente impedita da avverse condizioni locali che oggi sono state superate con il recupero di una condizione ambientale che si era smarrita. Quei volatili erano emigrati verso altri lidi ma ben presto si sono accorti che meglio di qui non si sta.
Per questo, è una grande soddisfazione aver rivisto nelle acque della Lagora alcune famiglie di paperotti.
Camminano nelle acque calme del nostro torrentello, a testa alta, con fare altezzoso, volgendo il becco a destra o a manca o anche rialzando il capo con moto subitaneo per cercare di chiappare qualche buon boccone che incauto, ignaro insetto, voli nei pressi del loro rostro.
Dove li si possono vedere? Io generalmente mi apposto sui due ponticelli che traversano il torrente, l’uno all’altezza del viale Fieschi e l’altro leggermente più a monte davanti alla caserma.
In agguato in una delle due postazioni, si vedono famiglie intere che transitano, movendo i piedi come pinne, pronti a spingersi anche più a valle, verso il mare che tuttavia lasciano ai cefali che a frotte affollano la foce che mischia l’acqua salsa alla dolce.
Di club di aficionados del duck watching, lo spiare oche e paperi mentre si muovono indisturbati nel loro habitat, ancora non si sa, anche se non si dispera che sorgano presto sollecitati nel nascere dal manifestarsi continuo ed incessante di questi palmipedi che formano una colonia che è a buon diritto la Paperopoli nostrana.

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