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La Maggiolina e quel dancing rimasto nella toponomastica

di Bert Bagarre

sprugoleria
La Maggiolina e quel dancing rimasto nella toponomastica

- Negli anni 70 il Governo per fronteggiare la grave crisi sociale ed economica del tempo elaborò con altri provvedimenti la legge 285 del 1977 che mirava all’inserimento di giovani nel lavoro.
Con quello strumento l’Amministrazione sprugolotta in carica progettò la realizzazione di un grande parco cui diede il nome XXV Aprile per adibire a verde attrezzato un’area il cui aspetto non era in quel momento molto attraente.
Questa è la genesi di quell’area leggermente rialzata rispetto al piano stradale per essere stata riempita con i detriti causati dai bombardamenti e che, pur divisa in due tronconi da viale Italia, costituisce da qualche decennio una bella parentesi di svago.
Ma non si pensi che la storia di questo spazio si esaurisca qua.

L’area, infatti, ha una storia lunga che narra di una zona rurale dove le casette di chi lì coltivava, spiccavano bianche nella campagna la cui la musica di fondo era il gracidare degli affittuari di uno stagno. Leit motiv monotono e martellante fino all’esasperazione, durava fino alla sera quando, buio venente, era sostituito dai ritmi di un’orchestrina che attirava gli amanti del ballo: coppie di anziani che volevano ricordare i bei tempi ma soprattutto sgarzoeli afflitti da tempeste ormonali.

Il suono proveniva da un dancing (le discoteche allora si chiamavano così) che chi l’aveva costruito aveva chiamato La Maggiolina. L’imprenditore era Attilio Barini, musicofilo di razza; il nome l’aveva inventato l’amico pittore e musicista Manlio Argenti. Inizialmente c’era solo la pista da ballo in graniglia e uno spazietto per l’orchestra affrescato da Aprigliano. Con il successo venne una tettoria rimovibile il padre di Attilio realizzò un giardino di piante fiorite mentre le pareti del salone si ricoprivano di dipinti dei pittori sprugolotti in voga. In breve, il locale divenne luogo di culto non solo per i discepoli di Tersicore ma anche per le famiglie che si fermavano al bar per gustare il gelato mentre battevano il piede seguendo il ritmo proveniente dalla sala.

Fu una bella avventura: le orchestrine locali lì si fecero le ossa, ma vennero anche cantanti di fama nazionale, né mancarono concorsi canori e di bellezza. Vi si festeggiarono avvenimenti sportivi e a Carnevale sfilavano le mascherine e, in accordo con i tempi, vi si vide anche la televisione quando poche case avevano il nuovo mezzo a cui gli occhi di tutti volevano però restare incollati. La Maggiolina fu la rinascita dalla guerra ma per l’evolversi dei tempi sparì appena ventenne anche se il parco si continuò a chiamare con quel nome.
Da qualche giorno è tornata.

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