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Il Parco della rimembranza e il laghetto Tortuga

di Bert Bagarre

sprugoleria
Entrata del Parco della Rimembranza

- Negli ambienti meglio informati di Sprugola City corre insistente la voce che il laghetto del Parco della Rimembranza, a distanza di quasi un secolo dalla sua creazione, verrà finalmente dotato di un suo nome proprio.
I rumours che circolano al proposito non registrano dissensi sulla decisione, che ormai sembra pressoché unanime, di battezzare il lago con il nome di Tortuga, parola che nella lingua ispanica significa tartaruga.
Del resto è noto che fu proprio con questo appellativo che Cristoforo Colombo denominò l’isola di Hispaniola, la terra in mezzo al mare delle Antille che oggi comprende Haiti e Santo Domingo, giusto prendendo spunto dalla sua forma che la rassomiglia ad una testuggine. Quella terra in seguito divenne famosa per avere ospitato fino a quando colà si praticò la pirateria, i Fratelli della Costa, come si chiamavano fra di loro i filibustieri ed i bucanieri che operavano da quelle parti.
Nel nostro caso, tuttavia, il nome che si vorrebbe dare al laghetto non dipende dal fatto che il posto è frequentato da personaggi muniti di gamba di legno o benda sull’occhio, ma è dovuto alla presenza di un bel gruppo di tartarughe che sguazzano in quell’acqua calma per poi asciugarsi ai pochi raggi del sole che riesce a penetrare i folti rami dei tanti cipressi alti e schietti che lì stanno in molteplici filari.
Per questo le ospiti della pozza se ne stanno a lungo sdraiate su uno scoglio bianco un po’ bitorzoluto dove spendono ore ed ore tranquille e contegnose senza mai scomporsi, neppure quando qualche umano sfacciato si ferma per guardarle. Soltanto quando l’osservazione si protrae un po’ troppo a lungo, la tartaruga ruota il capino di un mezzo giro come volesse cercare di guardare all’insù per dire all’importuno voyeur “Ma che hai da guardarmi così fisso? Ma davvero non hai mai visto una tartaruga in vita tua?”
Comunque, per farla breve, almeno per quello che si sente dire, pare proprio che si procederà ad assegnare il nome di Tortuga allo specchio d’acqua anche per l’entusiasmo che la nuova ha suscitato fra gli abitanti del posto.
L’unico che sembra indifferente alla cosa è il grosso pesce che ancora anonimo guizza nel bacino a pelo dell’acqua, sempre più grosso, sempre più sgargiante nella sua livrea in cui il purpureo ha ormai la prevalenza sul bianco, come succedeva ai nostri volti quando eravamo affetti dall’ormai scomparso morbillo.
Va registrato anche che quelle che sono le vere protagoniste della vicenda, le tartarughe intendo, sembrano essere soddisfatte dell’intitolazione che, celebrandole, le rende protagoniste assolute del sito.

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