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Il ligustro: la pianta che "cresceva troppo", simbolo di una Spezia che non c'è più

di Bert Bagarre

sprugoleria
Il fiore del Ligustro

- Mi rendo conto di spalancare porte già aperte, ma mi corre l’obbligo di spiegare ai pochi che lo ignorano che il ligustro è una pianta ornamentale che, fra l’altro, vanta una tradizione letteraria antichissima. Infatti, lo troviamo nominato in un componimento agreste di Virgilio e in un’opera di storia naturale del suo contemporaneo Plinio. Forse per la dignità derivante dalle illustri citazioni, né sottovalutando la bellezza delle infiorescenze che hanno forma di pannocchie piramidali, il ligustro fu scelto per adornare piazza del mercato dove, non da oggi, a circondare i banchi dove le brave donne della Sprugola acquistano il desinare, sono altre piante. Quand’è successo il trapasso e per quale mai? Non era bello il panorama con cui si presentava il grande slargo che tuttora ospita frutta e formaggi, salame e fiori, verdure e pesce?

Successe proprio cent’anni fa secondo la notizia che riporta un giornale sprugolotto che, bene informato della cosa, prova anche a spiegare il motivo per cui si provvede ad una così drastica sostituzione. Dunque, sta scritto che la Giunta ha deciso di sostituire i ligustri con altrettante piante di arancio amaro, e già questo nome, almeno per me, è novità. Difatti, quando a eo fante, i le ciamavo servadeghe per die che ne te le potevi manzae, eufemismo per ammonire che non erano edibili, parole che alle orecchie di un bambino assomigliava ad una parolaccia.

Come che sia, i ligustro non restano nani ma, non riuscendo a contenere il vizio di crescere, arrivavano a disturbare gli inquilini dei primi piani. I poveretti, inoltre, specie nei mesi estivi, neppure potevano aprire le finestre perché l’olezzo di quelle piante, non risultava essere dei più gradevoli. Il problema si poteva comunque in qualche modo tollerare perché lo eliminava il cambio di stagione che però ne introduceva un altro. Con l’autunno la pianta disseccava facilmente “lasciando lacune poco estetiche”, dice il giornale. Immagino montagne di foglie avvizzite per terra che oggi sono più facili da raccogliere con gli aspirapolvere alla rovescia che invece di attirare, respingono concentrando tutto in ammassi facili da raccattare, ma allora nessuno s’immaginava una diavoleria del genere e le foglie si dovevano tirar su da terra quasi una ad una.

Ecco perché decidono di fare il cambio della guardia mettendo come sentinelle lungi bordi della piazza gli aranci.
Quanto sia stata giusta quella decisione, io non saprei dire. Però, se il ligustro ha un così brutto odore, quasi quasi me ne pianto uno in camera da letto l’estate prossima. Magari mi tiene lontane le zanzare.

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