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Gaggy, il balenoide del Parco della Rimembranza

di Bert Bagarre

Sprugoleria
Gaggy, il balenoide del Parco della Rimembranza

- Circolata dapprima nell’ambiente degli amanti della pesca, in breve la voce s’è poi allargata a tutta la landa della Sprugola, anche nel mondo dei non addetti ai lavori.
La cosa riguarda un grosso pesce, bestione di razza così sconosciuta che per qualcuno è un balenoide. Dall’aspetto sornione, incrocia il suo terreno di caccia spiccando nei flutti scuri dove vive per il colore biancastro della livrea che solo delle macchie di color rosso carminio qua e là interrompono.
Completo padrone del suo habitat, vi si aggira con flemma mista a sicurezza dato che fino ad ora è riuscito agevolmente a sfuggire a qualsiasi minaccia. Tanti hanno provato a catturarlo per farne trofeo da appendere in sala, ma in ogni occasione lui si è sottratto a canne, mulinelli e financo alle lenze che infilano l’amo nel sughero attorno a cui sono arrotolate. Spazientiti ed anche un poco irritati, i predoni hanno provato a mascherare l’insidia con la meglio esca, hanno provato ad attirarlo buttando nell’acqua pastoni degni di grande gourmet, ma non c’è stato nulla da fare. Il pesce mai abbocca ma continua imprendibile nei suoi ampi giri.
È diventato preda così ambita quanto lo fu Moby e pure lui come la balena bianca è stato ben presto battezzato con un esclusivo nome di battaglia. Ormai praticamente tutti lo chiamano Gaggy perché lo specchio d’acqua che costituisce il suo reame è il laghetto del Parco della Rimembranza sulla collinetta di Gaggiola.
Si sa che come tutti gli altri suoi fratelli pesci Gaggy non parla, ma sono sicuro che se avesse il dono della favella ci terrebbe a ribadire che l’origine del suo nome dipende esclusivamente dal posto dove abita. Assolutamente da non pensare che abbia qualche parentela con gaggio o gagistro, termini che nel linguaggio sprugolotto indicano i poveri di spirito: due parole che nell’idioma ittico si convertono in ghigione, il pesce credulone pronto a cedere alle lusinghe degli uncini travestiti da sirene tentatrici.
Gaggy, tuttavia, in qualche non raro momento cede all’amarezza perché non ha ancora un’amichetta che, dividendo con lui la pozza, gli possa dare un erede che continui la dinastia.
Sue uniche compagne, infatti, sono quattro tartarughe. Una, forse perché patita dell’abbronzatura, vive perennemente su uno scoglio. Le altre tre di razza ninja, sono ultracombattive e non appena vedono Gaggy avvicinarsi ad a un bocconcino prelibato, che so un insetto travolto dalle onde, gli si avvicinano e sbattendogli le zampe davanti al muso lo cacciano via.
Insomma, Gaggy è così solo che della moglie sarebbe disposto ad accettare anche la madre.

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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