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Brutti, puzzolenti e antifemministi

di Bert Bagarre

Sprugoleria
Brutti, puzzolenti e antifemministi

- Quando a Roma si svolgono le grandi manifestazioni sindacali e politiche, quelle che riempiono piazza San Giovanni, io sono convinto che i più soddisfatti sono i gestori dei bar che il corteo incontra durante la sfilata. Non tanto perché vendono panini e bibite a chi sfila (l’organizzazione ha già provveduto a munirli di sacchetto pranzo), ma perché praticamente tutti lì si fermano in quanto hanno degli obblighi fisiologici ai quali è impossibile non esperire. E per andare alla toilette, consumano.
Era più facile una volta, da quando l’Imperatore Vespasiano o chi per lui aveva inventato un’edicola dove chi sentiva l’impellente bisogno poteva soddisfare a suo completo agio l’inderogabile necessità. Da quando furono ideate quelle costruzioni affollarono il mondo creato e resero celebre l’Imperatore più delle vittorie riportate in Medio Oriente e sul Danubio.
Ovviamente, Sprugolandia non disertò la chiamata e sen fecero diversi di vespasiani anche sulle sponde del Golfo. Avevano, però, come credo tutti gli aggeggi di quel tipo, un paio di difetti: uno, veniale, erano brutti a vedersi; l’altro, mortale, puzzavano essendo per di più antiigienici e contrari alle norme della pubblica sanità.
Per questo, scorrendo la stampa sprugolotta, ci s’imbatte con una certa frequenza nelle proteste abbastanza inviperite dei cittadini che inveiscono contro simile sconcio.
Per questo, progressivamente, i vespasiani sparirono anche se io, e penso anche quelli che come me hanno ormai diradato le tempie, ne ricordo qualcuno a cui in qualche occasione fui obbligato a fare ricorso.
Soprattutto mi viene alla mente uno collocato in viale Amendola fu Savoia all’incrocio con viale Fieschi che non vantando progenitori sabaudi, non si vide a suo tempo mutato il nome.
Ci entravo dentro trattenendo il respiro perché il fetore danneggiava le narici mentre gli occhi erano disturbati dal colore giallastro sporco che decorava il pissoir.
Anche questi monumenti sono testimonianza di una mentalità che oggi fortunatamente sta perdendo il diritto di cittadinanza.
Quelle edicole, infatti, erano state pensate al solo uso e consumo dei maschietti, a nessuno era mai venuto in mente, infatti, di provvedere alle esigenze dell’altra metà del cielo. Non fu per egoismo né per altra forma di disinteresse verso chi lavorava ai fornelli. Anzi, fu proprio per quello: alle femmine non era necessario varcare la porta per uscire ed andare fuori essendo occupate nelle attività di conduzione della casa che erano di loro esclusiva proprietà.
Non lo dice forse anche l’antico adagio che la donna è la regina della casa?

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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