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Le fiere, Giuseppe e Maria

di Beppe Mecconi

Quisquilie e meraviglie
San Giuseppe 2019

- “Se piove a San Giuseppe per la Madonna fa bello”
Da bambino a San Terenzo – e molte altre volte negli anni a seguire in tutto il territorio lericino – ho sentito questa frase, soprattutto dalla voce dei più anziani. “Ma perché?” chiedevo. La risposta era un sorriso e un alzata di spalle, oppure rispondevano che non c’era nulla in più da sapere, era così e basta. Solo una volta mia zia Celide (in realtà si chiamava Celebra ma quel nome non le era mai piaciuto) mi raccontò la verità su quell’inspiegabile e ineluttabile “fatto” meteorologico: tutto era dovuto ad un litigio tra, nientedimeno che, la Madonna e San Giuseppe. Sia Cè era una donna meravigliosa, la classica nonnina di paese, bassa e cicciotta, sorda come una campana, occhi celestissimi, allegra e canterina ma con un carattere di ferro. Non s’era mai voluta sposare. Per me, che non ho conosciuto nessuno dei nonni, era un personaggio di riferimento, l’unica persona anziana del nucleo familiare. Una sorta di “vecchio Saggio” con l’aspetto di Serena, la fatina blu della bella addormentata di Disney.

«Innanzitutto» mi disse «devi saper che il santo patrono di Spezia è San Giuseppe che si celebra il 19 marzo, mentre a Lerici si festeggia la Madonna il 25, sempre di marzo, solo 9 giorni dopo, e in tutti e due quei giorni si fanno delle belle fiere; certo, quella di Spezia è molto più grande ma anche quella di Lerici è bella e ci va un sacco di gente.» «Sì, ma perché» le urlavo nell’orecchia buona «se piove ad una nell’altra c’è il sole?» «Ne gh’avee fuia! Adesso ti racconto». Indossò il suo furbo sorriso e cominciò: «Tanto tempo fa Giuseppe e Maria, che avevano sentito raccontare quanto fosse bella la fiera di Spezia decisero di portarci Gesù bambino; si mescolarono alla folla e iniziarono a guardare con occhi colmi di meraviglia tutti quei banchetti stipati di cose mai viste: stoffe, vasellame, animali, leccornie squisite... Gesù, come tutti i bambini, era goloso e mamma e papà vollero farlo contento, così gli comprarono nocciole e zeppole, brigidini e caramelle, torroni e croccanti. Tornarono a casa stanchi, perché nelle fiere ci si stanca sempre un mucchio, ma davvero felici.

Pochi giorni dopo c’era la festa a Lerici, visto che s’erano divertiti tanto a Spezia decisero di andare pure a quella. Lì c’erano anche le giostre e Gesù era al settimo cielo, e ancora tutti quei dolciumi squisiti! Un’altra giornata perfetta; però, nella notte, al bambino venne un gran mal di pancia. In quei giorni aveva mangiato troppe ghiottonerie, così mamma e papà decisero che dall’anno seguente sarebbero andati solo ad una delle due fiere. “Andremo a Spezia che è più grande” disse Giuseppe, “No, andremo a Lerici proprio perché è più raccolta, e ci sono i giochi”, “Spezia”, “Lerici, “Spezia”, “Lerici”… Cominciarono a bisticciare. I vicini di casa, lì a Nazareth, non credevano alle proprie orecchie, mai quella coppia aveva avuto il minimo alterco. Allora Gesù che cominciava a star meglio si disse “Me sa c’a ghe devo pensae me.” «Ma come zia, Gesù pensava in dialetto?» «Vuoi sapere come finisce questa storia?» «Sì» «Aloa sitomosca e st’a sentìe. Gesù si alzò dal lettino, andò da mamma e papà, li prese per mano e guardando ora uno ora l’altra disse: “Visto che avete deciso che andremo solo ad una delle due fiere facciamo così, farò in modo che in una ci sia il sole e per l’altra brutto tempo, così non ci potremo andare, va bene?” “Va bene,” riposero insieme Maria e Giuseppe “ma in quale farà bello?” “Ah no, siete voi i genitori, sta a voi decidere, a me piacciono entrambe.”

E fu così che Giuseppe e Maria, abbracciandosi sorridendo, stabilirono che ogni anno, ai primi di marzo, per decidere a quale delle due fiere andare, si sarebbero sfidati una volta a pari e dispari, una volta a rubamazzetto, una volta alla morra… e così via. Hai capito?» «Cioè zia, vuoi dire che se la giocano per vedere chi avrà il sole nel giorno della propria festa?» «Proprio, e adè basta c’a devo fae da mangiae». Onestamente non so se mia zia se la inventò al momento o se l’avesse sentita nella sua infanzia, e non credo abbia importanza; fatto sta che in tutte le non poche primavere che ho attraversato è sempre stato così, sempre! Se piove a San Giuseppe per la Madonna fa bello, o viceversa.

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