Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Aprile - ore 21.50

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Cosa vogliono le donne

di Beppe Mecconi

quisquilie e meraviglie
“Masso del diavolo”

- Era la vigilia del giorno delle Ceneri del 1521, Natanaele, un giovane mercante di stoffe, stava per terminare il viaggio che lo avrebbe riportato a casa dopo tre giorni nei quali aveva venduto le sue stoffe nei cinque villaggi della costa. Poco più di un’ora e sarebbe arrivato alle porte di Spezia.
Era ormai notte e la luna piena brillava in cielo. Al largo, lampi e saette illuminavano il mare. Giunto nei pressi del grande macigno che in molti chiamavano il Masso del Diavolo la sua mula iniziò stranamente a imbizzarrirsi. Natanaele comprese il motivo quando da dietro il macigno sbucò lentamente un grosso lupo nero. Il giovane mise mano al coltello ma non riuscì ad estrarlo dalla fodera perché l’orrore lo pietrificò; il lupo si stava trasmutando nel diavolo in persona che con voce cavernosa e terribile gli disse: «A tutti quelli che passano nelle notti di plenilunio in questo luogo io strappo l’anima e il cuore, ma oggi, Martedì Grasso, per antica usanza devo offrirti un patto. Risparmio la tua vita ma… la riprenderò al termine di Quaresima, a meno che tu non sappia darmi la risposta a questo quesito: Cosa vogliono veramente le donne? Tra quaranta giorni io verrò a cercarti e se la soluzione non avrai mi sazierò, divorando l’anima tua!». Poi ridendo scomparve in un accecante bagliore rosso.

Natanaele spronò la sua cavalcatura e terrorizzato corse a casa dove immediatamente iniziò a raccontare la sua storia e a chiedere la soluzione di quell’enigma al quale, però, nessuno sapeva rispondere. L’unica consiglio che gli davano, abbassando la voce spaventati, era quello di rivolgersi alla strega della Sprugola, un essere mostruoso che dimorava in una buia grotta e fonda nella zona acquitrinosa della città che esigeva prezzi altissimi per le sue divinazioni, e spaventosi. Per questo motivo solo i più disperati si rivolgevano a lei.
Le settimane passavano veloci, ormai mancava un solo giorno allo scadere del termine indicato da Lucifero e nessuno era stato in grado di risolvere il suo quesito. Al giovane non rimase altra soluzione che recarsi, con il cuore colmo di timore, dalla strega della Sprugola.
La trovò in fondo alla spelonca seduta su uno scoglio al centro di una pozza limpida ma nauseabonda. Orribile a vedersi, più mostruosa del diavolo stesso. Si fece coraggio e le spiegò l’arcano. Lei ghignò con una specie di sorriso che a lui sembrò una cicatrice fresca e disse: «Certo che conosco la risposta ma per averla tu devi promettere che tornerai qui dopo l’incontro con il demonio e mi bacerai con passione.» Il giovane dopo un moto di ripulsa accettò il patto e lei vaticinò: «Ciò che una donna veramente vuole è semplicemente essere padrona della propria vita.»

Quella notte il demonio si presentò sghignazzando sicuro di poter sfamarsi con l’anima del bel Natanaele, ma dopo aver ascoltato la risposta urlò forte di rabbia, batté lo zoccolo per terra e si dissolse in una puzzolente nuvola di fumo giallastro.
Ora al ragazzo non restava che tornate dalla strega e onorare il suo patto. Tutti cercarono di dissuaderlo ma lui rispose che aveva promesso, e che senza l’aiuto di quell’orribile megera avrebbe subito la più spaventosa delle sorti.
Ancor prima dell’alba entrò nella caverna, lei lo stava aspettando sogghignando. Lui si fece forza, la abbracciò e la baciò appassionatamente.
Quando riaprì gli occhi si trovò tra le braccia, al posto di quell’immondo essere, la più bella donna che avesse mai visto. Quel bacio sincero aveva annullato il sortilegio che gravava su di lei da tempo immemore.
Natanaele era stupefatto, stupefatto e felice. Il cuore gli batteva forte e subito le chiese di sposarlo. Lei sorrise e l’antro sembrò illuminarsi, lo guardò con occhi colmi di affetto e rispose: «Sempre ti sarò grata per avermi liberata da quell’incantesimo mostruoso, ma… No Natanaele, non voglio sposarti; è tempo che io viva, e che gioisca di ogni istante della mia nuova vita.» Poi lo baciò a fior di labbra e si diresse verso l’ingresso della caverna dove la prima luce iniziava a illuminare il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News