Scontro politico

"Digestore e Brina, può occuparsene anche un commissario"

L'attacco dell'opposizione alla sindaca Sisti, la cui amministrazione potrebbe non avere più i numeri. La prima cittadina Pd: "In settimana nuovo incarico ai legali, ricorsi unica strada per salvarci dall'impianto".

Sarzana - Val di Magra - Scontro social a tema biodigestore tra la sindaca di Santo Stefano, Paola Sisti, e il gruppo Insieme per voltare pagina, rappresentato in consiglio dagli esponenti della Lega Paola Lazzoni e Silvio Ratti. Tutto parte da un post con cui la forza di opposizione ha così attaccato: “Questa giunta è rimasta in piedi sino ad oggi solo grazie a scrupoli e senso di responsabilità (propri di parte della sua stessa maggioranza) alimentati strumentalmente e in maniera minatoria dai due noti ‘dominus’, sindaco e vicesindaco. È ora di smetterla di raccontare che solo se questa giunta resterà in piedi potranno essere adottate tutte le iniziative utili a contrastare il biodigestore. State raccontando bugie e spendendo un sacco di soldi pubblici impropriamente”. Affermazioni certo non slegate dall'ultimo consiglio comunale, che ha visto l'amministrazione andare 'sotto' sulla conferma dell'aliquota Irpef, priva del supporto di Italia viva. “Bene – ha replicato la sindaca Pd -, che si indichi una strada diversa dai ricorsi per provare a salvarci dal biodigestore! Ad oggi, considerato che tutte le istanze dei cittadini e delle amministrazioni di Vezzano, Arcola e S. Stefano non sono state ascoltate, l'unica strada sono i ricorsi! Non so cosa succederà alla mia amministrazione nei prossimi giorni, ma per mettere in sicurezza il ricorso questa settimana darò l'incarico ai legali per procedere! Questo è il mio dovere e questo è quello che farò!”. E in merito ai costi, sempre dal suo profilo, la prima cittadina ha ricordato che “le delibere degli incarichi come ogni altra cosa sono pubbliche e sul sito del comune”, spiegando che la spesa è stata di circa 3mila euro (non a testa, ma per ambo gli esperti: l'avvocato Sommovigo e il giurista ambientale Grondacci) a ricorso.

Da Insieme per voltare pagina quindi la considerazione che “pur di non essere sfiduciata, sono almeno due anni che questa amministrazione lascia intendere di essere essenziale per contrastare biodigestore, cava della Brina ed organizzare periodo pandemico. Come se un commissario non potesse occuparsi di tutte queste incombenze". Un chiaro riferimento all'eventualità che a breve cada l'amministrazione e si insedi un rappresentante prefettizio. "Nel frattempo - scrive ancora il gruppo consiliare di opposizione -, abbiamo avuto tassi di contagio elevatissimi, al pari degli altri comuni. E tutti i ricorsi proposti contro la cava e contro il biodigestore sono stati respinti, anzi dichiarati inammissibili, che è molto peggio. Per di più, dalle parole del sindaco sembra che l’amministrazione intenda ricorrere al Consiglio di Stato contro queste sentenze di rigetto, con altre spese ed esborsi. Bene, noi non siamo contro i ricorsi in assoluto, anzi in alcuni casi sono l’unica arma a disposizione e questo è uno di quelli. Ma arriva un momento in cui occorre fermarsi e riflettere, con i piedi piantati per terra. Per il biodigestore sono stati spesi circa 56mila euro, tra incarichi legali ed uno studio del fiume Magra (25mila euro) cui ha collaborato anche un noto professionista locale. Era proprio tutto necessario? Ed oggi è una strategia vincente ricorrere al Consiglio di Stato, visto il contenuto di quelle sentenze? Era necessario ricorrere contro l’inchiesta pubblica? Abbiamo l’impressione che sia in atto una vera e propria schizofrenia dei ricorsi in quanto finalizzati più a far immaginare che si adoperi ogni misura atta a contrastare la realizzazione del mostro che a centrare un obiettivo”. E proprio agli esiti dei ricorsi era dedicata l'interrogazione di Insieme per voltare pagina prevista all'ultimo punto dello scorso consiglio comunale, tuttavia chiusosi prima di arrivare alle interrogazioni.


03/05/2021 21:01:20


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