"Asl 5 desertificata"

"Alla sanità spezzina servono confronti seri non passerelle"

Il Manifesto per la sanità locale interviene in merito alla visita spezzina, al centro vaccinale di Sarzana, del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Sarzana - Val di Magra - “La sanità spezzina non ha bisogno di passerelle, ma di confronto con chi la pensa diversamente” Lo sostiene con forza il Manifesto per la sanità locale che interviene in merito alla visita spezzina, al centro vaccinale di Sarzana, del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Lo dobbiamo ringraziare per questo suo “interessamento” o possiamo suggerire qualcosa di diverso?”. La nota del gruppo comincia così e prosegue: “Le precise scelte politiche del presidente in perfetta continuità con le precedenti amministrazioni regionali hanno, nell’ultimo quinquennio, ulteriormente desertificato la Asl 5”.
Per il manifesto: “Iportanti primariati eliminati o non sostituiti così è stato per medici e infermieri pensionati o trasferiti, a fronte di una dotazione organica già ingiustamente sottodimensionata rispetto alla media ligure. I 50 milioni di mobilità passiva nel 2019 (erano 36 nel 2016), che significa obbligare i cittadini Spezzini a farsi curare lontano da casa. A questo si aggiunge il nuovo Felettino che vedrà la luce – speriamo .. – nel 2026, con 6 anni di ritardo rispetto a quanto promesso dallo stesso Presidente nell’ottobre 2016. E’ stato scelto di affrontare la pandemia – nella prima fase - scegliendo di “contagiare” 2 ospedali, senza adeguati dpi per gli operatori, con tamponi solo a Genova. E’ stato deciso di abbandonare i Mmg e il Territorio dopo aver raso al suolo le Cure Primarie e di distruggere il Dipartimento di Prevenzione e lasciarlo con un solo primario (Veterinario), Dipartimento che avrebbe dovuto affrontare il contact tracing e la Campagna Vaccinale Covid”.
“E’ stato scelo – aggiungono – di ffrontare l’ondata Covid di settembre 2020 senza i Primariati fondamentali di : Pneumologia, Direzione Sanitaria, Igiene Pubblica, Geriatria, Pronto Soccorso, Trasfusionale e di non garantire la chirurgia di elezione dal marzo 2020 (pare 1400 interventi ortopedici fermi), costringendo le persone della provincia ad andare in Regioni vicine (Covid free?) anche per patologie oncologiche”.
“Le Sale Operatorie a Sarzana, a parte Oculistica, sono rimaste chiude dal marzo 2020 per mancanza di personale, destinato ai reparti covid, alle tende triage, alla campagna vaccinale, in Rianimazione – prosegue -.A fine dicembre la Regione ha cambiato il 50% della Dirigenza, anche per affrontare la Campagna Vaccinale; campagna possibile solo grazie all’abnegazione del (poco) personale a disposizione e dopo aver arruolato anche medici volontari; tutti che lavorano per la propria gente”.

“Nel frattempo – concludono dal manifesto -, passerelle e progetto del Felettino con la valorizzazione finanziaria della Sanità Pubblica per il lucro di imprenditori privati ? Grazie, anche no”.


02/05/2021 16:20:12


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