La lotta al clima impazzito parte dal verde condominiale

Il 2019 è stato il terzo anno più caldo dal 1961. Lo ha stabilito l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che nei giorni scorsi ha divulgato il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia nel 2019”.

A riprova dei cambiamenti climatici in atto, il 2019 è stato il 23° anno consecutivo con un incremento di temperatura rispetto al valore climatologico di riferimento.
Le conseguenze sono note a tutti: eventi atmosferici estremi con precipitazioni d'intensità eccezionale, forti mareggiate, frane e smottamenti.

Che fare?
La mitigazione del rischio è una strategia che prevede d'intervenire sulle cause che determinano il mutamento del clima. Ma esige tempi lunghi per ottenere risultati concreti.
L'adattamento, invece, è una strategia che stabilisce azioni che abbiano effetti immediati per contrastare le trasformazioni in atto.

Considerata la condizione emergenziale da affrontare, intervenire sul verde urbano può essere già un primo passo efficace e realizzabile nel breve periodo.
Una valida miscela di mitigazione e adattamento.

In quest'ottica il verde condominiale attrezzato sarebbe un contributo che potrebbe arrivare dalla proprietà edilizia, magari grazie agli incentivi del cosiddetto "bonus verde", ossia gli sconti fiscali a sostegno della realizzazione di giardini pensili, tetti verdi e terrazze attrezzate.

Meglio agire subito con opere fattibili, che teorizzare grandi rivoluzioni "verdi" difficilmente attuabili.

19/07/2020 21:30:00

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