L'economia agricola resiste e si rafforza

Nel 2019 il settore agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura, pesca e l’industria alimentare) è riuscito a rafforzare la sua posizione nell'ambito dell'economia nazionale.

Secondo l'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) l'incidenza del valore aggiunto dell'agroalimentare è aumentata non solo nell’intera economia del Paese ma anche nell'ambito del settore primario.

Nel dettaglio va meglio per l'industria alimentare e la pesca, meno bene per l'agricoltura e la silvicoltura.
Sorridono le aziende agricole del Sud, patiscono un calo diffuso quelle del Nord, Centro e Isole.

Nell'Unione Europea l’agricoltura italiana si conferma prima per valore aggiunto e terza per valore della produzione.

Altro primato italico è quello ottenuto nell'ambito dell'agricoltura multifunzionale, ossia quell’agricoltura che fornisce servizi alla collettività oltre a produrre beni alimentari (per esempio le attività agrituristiche, le fattorie didattiche, la produzione di energia da fonti rinnovabili, le lavorazioni per conto terzi, ecc.)

Un dato davvero interessante che fa pensare: rispetto ai principali Paesi europei l’agricoltura italiana è quella che ha ottenuto meno contributi in denaro.
Un motivo di vanto in più per gli agricoltori del Belpaese.

23/05/2020 18:30:00

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