Il Comitato no biodigestore: "Costi benefici: rischi per i cittadini e utili per la ditta"

Sarzana - Val di Magra - In occasione dell'audizione in Commissione Territori e Ambiente in Regione, il Comitato No Biodigestore Saliceti ha ribadito le ragioni del suo no alla realizzazione dell'impianto di trattamento di rifiuti organici. Una posizione di contrarietà maturata “perché nessuno può garantire che non si verifichino incidenti di sversamenti, di esplosioni, immissione di agenti patogeni. Per la produzione di batteri sporigeni anaerobici. Perché il biogas ottenuto inquina in quanto gas stesso. La combustione che fa parte del processo anaerobico può dare vita a spore pericolose per la vita umana. Perché i nostri patrimoni in ambiente degradato subirebbero svalutazioni di grande impatto economico. Parliamo di case, terreni, attività commerciali che orbitano nella zona. Verrebbero messi a rischio più posti di lavoro di quanti ne produrrebbe l’azienda, quindi il bilancio dell’occupazione risulterebbe negativo. Perché il nostro territorio si è già fatto carico di trattare il rifiuto secco convogliato a Saliceti anche da realtà extra territoriali e che già tratta oltre 90mila tonnellate. Inoltre il nostro territorio già pesantemente penalizzato dal traffico su gomma proveniente dalle aree retro portuali, verrebbe ulteriormente aggravato dal trasporto al momento previsto di oltre 60mila tonnellate annue di rifiuti provenienti anche da fuori provincia. Inoltre prodotto della biodigestione (ammendante o digestato) è usato in agricoltura e i batteri sporigeni possono avere, come già accaduto in Veneto, ripercussioni sugli animali e per estensione sulla catena alimentare”.

Un no inoltre “perché l’anaerobico non è utile né per la salute umana né animale, perché impoverisce i terreni perché non chiude il ciclo dei rifiuti, anzi, ne produce di più pericolosi attraverso i fanghi di deposito che vanno a loro volta depurati, attraverso l’uso degli ammendanti che troppo spesso la casistica ci dice di scarsa qualità ; ed infine attraverso le emissioni odorigene che fanno scadere la qualità della vita di chi abita nel raggio di chilometri dall’impianto stesso. Acam afferma che il gas sarà bruciato in torcia. Questo contribuirà notevolmente ad un significativo aumento degli inquinanti nell’atmosfera nel settore della Val di Magra caratterizzato da frequenti condizioni di inversione termica”.

Il Comitato chiede quindi di stoppare la procedura autorizzativa e di aprire una nuova Vas (Valutazione ambientale strategica), nonché “di incentivare il porta a porta, di aumentare la raccolta nella città di Genova e nel Tigullio dei cui rifiuti ci facciamo carico a Saliceti; di ridurre la produzione dei rifiuti attraverso il compostaggio domestico e di prossimità; di privilegiare gli impianti aerobici per il solo compostaggio perché risultano essere meno pericolosi e meno costosi per l’intera comunità”. Il sodalizio chiede poi “di abbandonare la logica delle medie e grandi infrastrutture, di considerare che facendo un bilancio costi-guadagni in termini economici-ambientali, i rischi esistono solo per i cittadini e le imprese che orbitano intorno all’impianto, i costi risultano a carico della collettività e gli utili aziendali solo ed esclusivamente per la ditta che gestisce l'impianto di smaltimento. Chiediamo altresì di eliminare gli incentivi economici, che sono la principale motivazione di promozione di questa tipologia di impianti. E chiediamo l'adozione del 'principio di precauzione' da parte di tutti gli Enti preposti - Regione, Provincia, Comuni, Asl, Arpal - per un attento e puntuale controllo dell’habitat”.


23/07/2019 19:01:36


© RIPRODUZIONE RISERVATA
Notizie La Spezia













Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.
Contatta la redazione.

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie