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"Un dirigente lo prelevava dal liceo per portarlo in trasferta con lo Spezia"

Giancarlo Borza, vicepresidente aquilotto negli anni Sessanta, ricorda Luigi Scarabello. Con lui in campo l'Italia del calcio fu medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

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Luigi Scarabello, olimpionico del 1936

- "Ho letto con piacere l'articolo su Gigi Scarabello, scritto da Berte Bagarre ; l'articolo si conclude con la domanda: quanti in Sprugolandia ne ricordano nome e gesta?

Vi assicuro che io non solo lo ricordo, ma mi onoro di averlo conosciuto e di esserne stato amico nel periodo (1965/1966) che Lui era allenatore dello Spezia, Guerriero Menicagli era il presidente ed io il vice presidente. In quegli anni lo frequentai ed ebbi modo di raccogliere direttamente da lui i ricordi di giocatore dello Spezia. Era nato ed abitava ad Albiano e dopo le scuole primarie fu costretto a frequentare le superiore alla Spezia ed in particolare il ginnasio-liceo classico "Lorenzo Costa". Già dal ginnasio giocava nelle giovanili dello Spezia e nel 1933 venne inserito stabilmente in prima squadra, quando aveva 17 anni e frequentava il liceo: all'epoca le trasferte si facevano in treno e spesso si partiva al sabato mattina, durante l'orario scolastico. Un dirigente dello Spezia andava a prenderlo al Liceo perché Gigi era minorenne ed il preside non gli avrebbe permesso di uscire senza affidarlo a persona che si assumesse la responsabilità di quella uscita fuori orario.

Nel 1936 per le Olimpiadi di Berlino, quando potevano partecipare solo atleti dilettanti, si pose il problema di come partecipare al torneo di calcio, tenendo conto che l'Italia aveva vinto nel 1934, a Roma, il campionato mondiale e non si poteva sostenere che la nostra nazionale fosse composta da dilettanti. Il Coni pensò allora di iscrivere una Nazionale Universitaria, sapendo che per il CIO universitario poteva corrispondere a dilettante. Il Ct Vittorio Pozzo convocò anche Scarabello, tesserato dello Spezia-serie C, che allora era iscritto alla facoltà di legge, e Gigi giocò anche una partita del torneo conclusosi con la conquista della medaglia d'oro. Gigi Scarabello è quindi l'unico giocatore della serie C che ha giocato in nazionale.

Faceva parte della squadra che conquistò la medaglia d'oro anche Giulio Cappelli, nato alla Spezia il 04.03.1911; Vittorio Pozzo gli affidò l'incarico di capitano della squadra e segnò anche un gol al Giappone. Cappelli ha giocato nello Spezia dal 1929 al 1935 , ma nel 1936 era tesserato col Viareggio, che militava in serie B e vi restò per quattro anni.
Dopo Berlino, Scarabello passò al Genova A.C. (in periodo fascista anche i nomi delle squadre di calcio erano stati italianizzati). Il suo allenatore, l'inglese William Garbutt, aveva adottato il "sistema MW" e Gigi, mezzala sinistra, aveva un ruolo fondamentale perché era uno dei vertici del quadrilatero di centrocampo. Il Ct Vittorio Pozzo nel 1939 volle sperimentare quel sistema di gioco nella partita amichevole con la Germania, rinforzata anche con giocatori austriaci dopo l'annessione voluta da Hitler. Il C.T. convocò anche Scarabello esperto in quel ruolo. La partita fu un insuccesso, ma consacrò Gigi come nazionale tesserato di una squadra di serie A.

Nel 1940 Gigi ha sposato Lilia Silvi, attrice di successo, giovanissima ancora minorenne, e costituirono una coppia unita e felice per ben 67 anni. Si trasferì a Roma dove ha avuto esperienze cinematografiche sia come attore che come aiuto-regista. Ha anche avviato una fiorente attività agricola nel Fucino trasferendo la propria residenza a Nettuno .
Nel 2006 , quando il presidente Ruggeri ha organizzato le celebrazioni per il centenario dello Spezia 1906, Scarabello è stato invitato ma non è potuto intervenire per motivi di salute: è intervenuta però la moglie, che è stata nominata madrina delle celebrazioni. Gigi Scarabello è deceduto nel 2007, a Nettuno, e ha disposto di essere seppellito nella sua Albiano. I funerali sono stati celebrati nelle chiesa parrocchiale di Albiano Magra: sua moglie non ha potuto intervenire, ma erano presenti i figli. Anch'io ero presente. Lo Spezia era rappresentato dal dirigente Incerti, dal gagliardetto sociale e dalla squadra ragazzi, in divisa.

Cordiali saluti

Giancarlo Borza

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