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Ultimo aggiornamento: Domenica 11 Aprile - ore 18.28

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Il telefono senza fili tra Federici e Forcieri

Botta e risposta a distanza sul tema del waterfront nel corso della mattinata. Il sindaco: "La nostra posizione è nota da tempo". Forcieri: "Basta con il gioco dell'oca".

Scambio di scortesie

La Spezia - "Lui fa politica? Io no". Si può riassumere in questa brevissima battuta la consistenza dello strappo, l'ennesimo. E che ci fosse da prepararsi per uno show a distanza lo si era inteso da un paio di giorni. Prima la convocazione della conferenza stampa di fine anno praticamente alla medesima ora, poi ieri mattina la baruffa in Comitato portuale dove Federici e Ruggia, presenti come rappresentanti di Provincia e Comune della Spezia, votano contro il Piano triennale delle opere presentato da Forcieri. E' l'ennesimo atto di una battaglia che esce dai piani amministrativi e si incanala sui binari della politica, con le sue fazioni (decine e decine), i suoi personalismi e l'appuntamento delle amministrative nel 2017 che, così facendo, rischia di diventare il termometro delle decisioni e dei rifiuti.

La querelle di queste ore potrebbe rivelarsi un punto significativo nel cammino di avvicinamento all'appuntamento elettorale che, come sempre, si cerca di apparecchiare a mesi e mesi di distanza rischiando di stufare anche i protagonisti.
Il sindaco stesso, infatti, ha definito la decisione come un atto politico. La voce che circola è che sia il risultato di una riunione di maggioranza, ma è anche vero che - fatta eccezione per il periodo trascorso dal voto favorevole sul Piano triennale delle opere dell'ottobre scorso ad oggi - la posizione del Comune è sempre stata in contrasto con quella dell'Authority. Potrebbe essere, quindi, che il Pd abbia deciso per una sterzata alla ricerca del recupero del consenso negli ambienti della sinistra e dell'ambientalismo. Una posizione che diventa perfetta se si considera che va contro al volere di Forcieri, temuto "battitore libero" nel caso di elezioni primarie interne al centrosinistra per la candidatura a sindaco. L'ipotesi che l'ex sindaco di Sarzana pensi alla poltrona di Palazzo Civico, infatti, tramonterà solamente nel giorno in cui chiuderanno i termini per la presentazione delle liste. Una lettura, la nostra, suffragata dall'abitudine ormai consolidata all'interno del Pd di portare avanti guerre fratricide che non sempre (eufemismo) portano ai risultati sperati.

La mattinata, infatti, è scorsa con la messa in scena di una specie di telefono senza fili tra Piazza Europa e Via del Molo, con Federici e Forcieri intenti a rispondersi a distanza e il vice sindaco Ruggia, presente a entrambi gli incontri, inviato come ambasciatore in Authority. Ma per lui le pene ci sono state, eccome.
Dopo una serie di frecciatine nei confronti dell'amministrazione comunale, le parole di Forcieri si sono trasformate in strali ai quali Ruggia avrebbe voluto replicare. Ma al tavolo degli invitati del Comitato portuale, il presidente Forcieri non ha concesso parola a nessuno, tanto meno al vicario di Federici, che alla fine ha deciso di abbandonare la sedia per andare a seguire il resto della conferenza tra la platea.
Una scena di cui si poteva fare tranquillamente a meno.

Le due sponde: Federici e Forcieri si rispondono a distanza

Le beghe con l'Autorità portuale: "E' una questione politica".
E' scontato che nella conferenza di fine anno Federici torni sulla battaglia dei lunghi coltelli con il "rivale" avviata ieri sul futuro del frontemare. Non c'è intesa fra Comune e Autorità portuale, il che peraltro non è una novità, ma i toni assunti sono ancor più tranchant del passato: "Percorriamo la strada di un territorio meno sfruttato. Per quest taglieremo il 40% di superficie edificabile. E' un passaggio non banale, come non lo è la questione del waterfront. Il masterplan proposto a suo tempo (il riferimento non è a Llavador ma al progetto proposto anni dopo dall'Ap, ndr) è scaduto: dobbiamo rivisitare la progettualità tra cui non prevedere alcuna soluzione di carattere alloggiativo. Dovrà essere un luogo vivo, vitale, dovrà essere il waterfront della città e non soltanto di qualcuno che ha idee sulla città. Il dietrofront al Comitato portuale? Non c'è stato, noi diciamo sempre le solite cose. E abbiamo cambiato prospettiva quando è emerso che Molo Garibaldi può ospitare da una parte le crociere e dall'altra tutte le attività che oggi sono su Calata Paita. Noi abbiamo votato l'allungamento del molo per ospitare tre navi. Affronteremo lo scontro perché facciamo politica, perché crediamo in questa storia, perché vogliamo evitare l'ennesimo riempimento di un mare che con forza cerchiamo di riconquistare".

Forcieri: "Basta con gli sbandamenti. Faremo delle simulazioni".
"Federici fa politica? Io no, devo occuparmi di altro. Apprendo che il Comune ha una visione diversa dalla nostra sul waterfront e che gli Uffici tecnici stanno elaborando un progetto: avrebbero anche potuto avvisarci, visto che la competenza sul fronte a mare è nostra. Noi intanto ci abbiamo lavorato, siamo andati avanti con la progettazione perché siamo convinti che così forniremo alla città un porto più razionale".
Il tono è a tratti canzonatorio. Forcieri non ha digerito lo sgambetto subito ieri in Comitato portuale e non lo nasconde ogni qual volta ci sia da parlare di un aspetto della vita portuale in cui sia coinvolto anche il Comune.
"Per quel che mi riguarda potrei anche chiudere qua, quello che devo fare l'ho fatto", ha dichiarato al termine dell'esposizione delle attività 2015 e degli obiettivi 2016 dell'Autorità portuale. Poi, interrogato al riguardo sgombera il campo da possibili interpretazioni che lo potrebbero spingere verso altri incarichi: "Intendevo solamente dire che sono molto soddisfatto". Ma nel contesto di uno scontro così acceso la risposta lascia un po' a bocca asciutta e la dichiarazione iniziale mantiene i contorni della dichiarazione sibillina.
Dopo la lite sarà il momento del confronto tra i due. Ma quali sono i reali margini di trattativa? Quali le tempistiche?
"Il progetto potrebbe andare in discussione al Consiglio superiore dei lavori pubblici a gennaio. Per quel che mi riguarda rimango molto critico sugli sbandamenti, sui cambiamenti di idea e di posizione. Non ho capito le motivazioni del voto di ieri, le valuterò e lavorerò per attivare ad un'intesa. Faremo delle simulazioni per far comprendere quali siano i reali ingombri dell'attracco di due navi a Calata Paita, solo così si può capire quanto spazio è richiesto per tutti i servizi di accoglienza, trasporto e sicurezza e quanto sia risicata l'area che rimarrebbe a disposizione della città. Anche dal punto di vista della visuale. Siamo tutti d'accordo - ha proseguito Forcieri - sulla riduzione dei volumi edilizi e che la parte residenziale non sia una assoluta necessità. Credo invece che sarebbe utile un albergo di categoria, dotato di centro congressi. Abbiamo accettato anche l'ipotesi di procedere a step, ma ora non si faccia una guerra sul molo. Non dobbiamo giocare al gioco dell'oca e ritornare alla casella di partenza, così faremmo solamente un favore ai porti concorrenti. Se si vuole rimettere in piedi un rapporto di collaborazione io sono disponibile".

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