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Borseggiavano i turisti alle Cinque Terre con un patrimonio in banca | Video

Epilogo di un'indagine durata due anni e su proposta della Direzione distrettuale antimafia ha portato al sequestro di: conti correnti, auto di lusso e sei beni immobili.

operazione scilla e cariddi
Maxi sequestro dei carabinieri

La Spezia - Avevano terrorizzato le Cinque Terre con continui borseggi, quando ancora i turisti arrivavano da tutto il mondo. Ieri però una donna nomade, con oltre 24 alias e presunto 'capo' della banda delle borseggiatrici specializzate nei furti nelle stazioni ferroviarie, si è vista sequestrare il proprio patrimonio che vantava: 4 conti corrente in uso al nucleo familiare, 21 autoveicoli tra cui una Bmw M3 Cabriolet, una Audi A6, una Mercedes Glk, una Alfa Romeo Mito, una Mini Cooper e 6 beni immobili. L'azione si è concretizzata a seguito del decreto emesso dal Tribunale di Genova su proposta della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorisimo.
E' il bilancio della maxi operazione "Scilla e Cariddi" che ha chiamato in azione i carabinieri della Compagnia della Spezia, quelli del Comando provinciale di Genova e del Sesto battaglione carabinieri Toscana” che hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Genova - sezione misure di prevenzione e disposta dal pubblico ministero, sostituto procuratore distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Genova, Federico Manotti.
Le indagini erano partite nel 2019 dalla comando stazione dei carabinieri di Riomaggiore proprio quando il fenomeno era all'ordine del giorno nelle stazioni delle Cinque Terre.
"Come noto - si legge in una nota dei militari -., nei periodi di maggior afflusso di turisti, le stazioni ferroviarie e i treni che percorrono il litorale delle cinque terre sono afflitti dal fenomeno dei borseggi, durante i quali, i turisti, vengono derubati dei portafogli e, quindi, del denaro contante e dei documenti; la perdita dei documenti costituisce inoltre un grande disagio soprattutto per quei turisti stranieri i quali si vedono la vacanza rovinata dal pensiero di avere difficoltà a fare rientro nei paesi di residenza".
I carabinieri hanno identificato e studiato con attenzione il fenomeno e arrivarono al modus operandi: un gruppo di giovanissime nomadi, vestite in modo da passare inosservate tra la folla, approfittavano della calca attorno ai convogli per arraffare portafogli e altri beni ai malcapitati turisti.
"Proprio le fasi di studio del fenomeno negli anni hanno permesso ai carabinieri di Riomaggiore di concentrare l’attenzione su una donna di etnia rom, residente a Genova unitamente al nucleo familiare - prosegue la nota dei carabinieri -. La stessa era stata spesso notata nelle zone dei borseggi in compagnia di altre donne. deferita in stato di libertà anche dai carabinieri di riomaggiore, a seguito di approfondimenti, è risultata avere 24 “alias” che nel tempo le hanno permesso di eludere controlli di polizia più approfonditi e di accumulare, su varie identità, precedenti di polizia e condanne".

"La ricostruzione - si legge ancora nella nota - eseguita dai carabinieri ha evidenziato che in capo alla stessa persona vi erano numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, commessi anche in stato di gravidanza per indurre certamente una riduzione del livello di allerta nelle potenziali vittime e per evitare pene restrittive della libertà personale, 15 condanne definitive per il delitto di evasione e due per contravvezione alla misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio. in particolare risultano più di 60 condanne per furti aggravati, borseggi, consumati e tentati, 7 precedenti di polizia per rapina consumata e tentata".

L’approfondimento del tenore di vita, confrontato con i redditi dichiarati dell’intero nucleo familiare convivente ha evidenziato un divario di circa 150mila euro euro.
Le indagini hanno ricostruito, tra l’altro, vari cambi di valuta estera eseguiti nell’arco temporale 2015 - 2019 per un valore di quasi 24.000,00 euro: le monete oggetto di cambio di valuta in euro ricomprendono anche dollaro di Hong Kong, dollaro di Singapore, Yuan della Cina Popolare, peso Dell’argentina, ringitt della Malaysia, real del Brasile, rupia dell’Indonesia, sterlina Del Regno Unito, yen del Giappone; le somme in valuta estera non hanno trovato una spiegazione logica nelle entrate del nucleo familiare se non la provenienza dall’attività di borseggi compiute negli anni soprattutto in danno di turisti stranieri.
Durante gli accertamenti è emerso inoltre l’acquisto di una Porsche Panamera 4s per più di 120mila euro, rivenduta in altro paese europeo: le compravendite di autoveicoli, finanziate verosimilmente dalla donna, hanno portato una differenza tra ricavi e spese con una perdita di più di 30mila euro.

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10/04/2021 - Borseggiavano i turisti alle Cinque Terre con un patrimonio in banca

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