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Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Maggio - ore 21.30

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Spezzini resilienti rispetto al Covid: il 70 per cento è ottimista

Quattro terapeuti hanno realizzato un'indagine proponendo un questionario anonimo a quasi 600 spezzini per conoscere gli effetti della pandemia sul benesse fisico, psichico, sociale ed economico.

Ecco i risultati dello studio

La Spezia - E' una fotografia dai toni variegati quella che emerge dall'analisi dei risultati dell'indagine sulla popolazione spezzina svolta dagli psicoterapeuti dello Studio clinico "Il Baobab" nelle scorse settimane per approfondire la conoscenza sull'impatto che ha avuto la pandemia Covid-19 sulla percezione del benessere fisico, psichico, sociale ed economico.

Lo studio è stato condotto tra il 3 e il 18 maggio scorsi diffondendo in città un questionario anonimo di autovalutazione della propria percezione in relazione al benessere verso il Covid-19.
"I benefici derivanti dall’indagine - spiegano Alessio Novarelli, Paola Branchina, Carolina Gerali e Sara Orlandini - riteniamo siano interessanti per strutturare possibili ipotesi di futuri interventi sia in ottica preventiva, per contenere una cronicizzazione dei possibili sintomi, che terapeutica".
Il sondaggio prevedeva la compilazione di un questionario a scelta multipla di 31 items nel quale è stato chiesto di esprimere la propria opinione rispetto ai diversi aspetti dell’infezione.
"La nostra indagine nella popolazione spezzina si è conclusa raccogliendo 583 questionari anonimi autosomministrati e ringraziamo nuovamente chi ha collaborato al nostro sondaggio. La pandemia legata al Covid si caratterizza come un’emergenza complessa e diversa, in quanto non ha precedenti nella nostra storia più recente. Nessuno di noi era preparato ad affrontarla e gestirla. Ci siamo trovati impreparati e per questo disorientati; catapultati in un’emergenza che ha messo a dura prova le nostre capacità di adattamento e resilienza. Non è corretto definire il Covid come un “evento singolo”, ma piuttosto come un insieme di fasi collocabili in un processo e, come tali, in continua evoluzione: infatti, ciascuno di noi avrà avuto la percezione che le proprie emozioni, i propri pensieri e comportamenti cambiassero in “sintonia” e in maniera sincrona con il cambiare della percezione che si aveva del Covid e della sua pericolosità (e questo spesso accadeva da una settimana all’altra, e così probabilmente sarà anche nelle settimane o mesi a seguire). Siamo all’improvviso piombati nell’incertezza e ci siamo ritrovati a riorganizzare abitudini, relazioni, e più in generale la nostra intera vita. Questo metterebbe chiunque di noi, anche il più forte, a dura prova".

Come evidenziano i risultati al sondaggio, infatti, una buona fetta degli spezzini che hanno partecipato al questionario, sembra abbia sperimentato problematiche emotive legate all’ansia/stress (49,7% interessando 290 persone) alla tristezza (97 persone dichiarano di averla percepita spesso e sempre), disturbi del sonno (41,5%, 242 persone) e paura del contagio (41,2%, 240 persone) e che, teniamo a sottolineare, può essere normale sentirsi così, proprio perché abbiamo a che fare con un qualcosa di potenzialmente pericoloso e poco conosciuto; il tutto è stato amplificato dal cambio di abitudini (41,2%, 240 persone) dall’isolamento (24,5%, 143 persone) e dal distanziamento sociale (38,1%, 222 persone), che hanno fatto venir meno la possibilità dell’ingaggio sociale, ossia il sentirci in connessione e in comunicazione con gli altri.

"Abbiamo dovuto aumentare le nostre distanza fisiche, in quanto l’altro è diventato potenzialmente pericoloso, poiché possibile portatore di un virus. Molti di noi, tuttavia, avranno sperimentato modi alternativi di connessione, comunicazione e relazione, soprattutto grazie alla moderna tecnologia e questo, sicuramente, ci ha fatto sentire meno soli. Nonostante le problematiche esperite, ben il 70,7% della popolazione è ottimista rispetto ad una futura ripresa, anche in termini di progetti futuri (55,4%), nonostante vi sia un sentimento di preoccupazione (57,5%) legato all’ingresso in Fase 2. Nel complesso, dai risultati dell’indagine emerge il profilo di una popolazione - quella spezzina - che, nonostante le difficoltà esperite, appare abbastanza resiliente, e quindi in grado di far fronte alle difficoltà e ricercare nuovi equilibri in grado di migliorare il proprio benessere psicofisico. Ciononostante, il nostro invito, come equipe della salute mentale, è quello di monitorare il proprio stato di benessere psicofisico, stando in ascolto, il più possibile, dei nostri stati interni (pensieri, emozioni ma anche comportamenti) e non esitare a chiedere aiuto nel caso in cui dovessimo notare che alcuni sintomi tendano a peggiorare e a cronicizzarsi".

"Il Covid, infatti, può caratterizzarsi quale evento potenzialmente traumatico, nel momento in cui le nostre capacità di adattarci e di essere resilienti non siano sufficienti. Ci teniamo a sottolineare, dunque, che il Covid, non comporterà necessariamente una traumatizzazione (perché, come detto prima, ognuno di noi è naturalmente in grado di fronteggiare i cambiamenti e adattarsi ad essi) ma può esserci un rischio. Per questo può essere utile agire preventivamente, qualora ci siano dei “campanelli di allarme”, in modo da evitare una possibile cronicizzazione dei sintomi".

I professionisti dello Studio clinico "Il Baobab", proprio in tale ottica, si sono formati al protocollo Nasti (Stabilizzazione narrativa integrata, ideato da Vittoria Ardino, all’interno della Società italiana per lo studio dello stress traumatico), che si caratterizza come un intervento di natura preventiva per gli effetti psicologici legati al Covid. I terapeuti Novarelli, Branchina, Gerali e Orlandini sono disponibili per eventuali informazioni relative al protocollo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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