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Quando le biblioteche erano vietate alle persone "di razza ebraica"

Due documenti resi fruibili dall'Archivio di Stato della Spezia portano alla luce il dramma della segregazione e delle leggi razziali nell' Italia fascista. Il direttore Bertocci: "Spunto di riflessione nel Giorno della Memoria".

due dolorosi e preziosi documenti
Sulla sinistra il documento datato 8 aprile 1942, a destra quello del 2 maggio 1942

La Spezia - Divieto di accesso alle biblioteche locali "alle persone di razza ebraica". A sancirlo un documento del 2 maggio del 1942 firmato dal podestà di Sarzana, che assicura l'assoluto rispetto della disposizione, e indirizzato alla “Regia Prefettura di La Spezia”. Una nota ufficiale che riporta alla mente i momenti più bui dell'umanità: le leggi razziali, la deportazione, i lager, lo sterminio.
A mettere a disposizione questo prezioso, quanto doloroso, documento è l'Archivio di Stato della Spezia. La scelta non è casuale e il direttore Emilio Bertocci spiega il motivo della divulgazione di questo e un altro documento che portano le date di aprile e maggio del '42: "In occasione della celebrazione del Giorno della Memoria, il nostro Archivio di Stato propone alla riflessione del pubblico, fra i materiali archivistici disponibili, due importanti documenti appartenenti entrambi al fondo della Prefettura e di diretto interesse per il settore culturale. Il primo è datato 8 aprile 1942, è una circolare trasmessa ai prefetti da parte della Direzione generale Amministrazione civile del Ministero dell’Interno e riguarda le disposizioni sull’accesso alle biblioteche degli “enti ausiliari”, ovvero provinciali e comunali. In calce a mano sono riportati i destinatari ai quali inoltrare la circolare - spiega il direttore -, i podestà della Spezia e Sarzana. Come è noto il podestà costituiva l’organo monocratico, istituito nel 1926 e soppresso nel 1944, che sostituiva gli organi politici della democrazia rappresentativa locale: sindaco, giunta municipale e consiglio comunale. La circolare estendeva il divieto, già in vigore per le biblioteche pubbliche statali ('governative'), di accesso alle biblioteche locali 'alle persone di razza ebraica'."
"Il secondo documento, datato 2 maggio 1942, è firmato dal podestà della città di Sarzana ed è indirizzato alla 'Regia Prefettura di La Spezia' - conclude Bertocci -. Il podestà assicura “l’adempimento delle disposizioni emanate al riguardo”. Si rileva il tono impersonale, asettico, tipico dello svolgimento di una qualsiasi pratica burocratica, di indifferenza per quanto si veniva determinando sulle vite “degli altri”. I documenti sono visualizzabili sul nostro sito istituzionale".
Clicca qui per visualizzare i documenti.

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