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Toti fonda "Coraggio Italia" e ad Ameglia c'è chi sogna lo sgambetto

Ufficializzata stamani la nascita del nuovo partito con Brugnaro, il presidente: "Sciogliere Cambiamo? E' probabile se andremo in un soggetto più grande". Per le amministrative ci sono già due candidati ma tutto è ancora in alto mare.

Comune Ameglia

Sarzana - Val di Magra - Sarà formalizzata nei prossimi giorni la nascita di “Coraggio Italia”, nuovo progetto politico del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e del governatore ligure Giovanni Toti, nel quale confluirà anche il movimento “Cambiamo!” nato due anni fa. “Continueremo a fare politica insieme ai nostri nuovi amici – ha spiegato oggi Toti – siamo e restiamo convintamente nel centrodestra dove vogliamo avere sempre più voce in capitolo portando tutto il nostro bagaglio di idee. Questo vuol dire che si scioglie Cambiamo? E' probabile - ha affermato - che questo accada se tutti noi avremo la volontà di confluire in un soggetto più grande”.
Con la formazione del gruppo alla Camera, in attesa di avere i numeri anche per il Senato, l'attuale dimensione del nuovo soggetto è nazionale ma in vista dei prossimi appuntamenti elettorali Coraggio Italia sbarcherà probabilmente anche nei Comuni: “Lavoreremo – ha aggiunto Toti – affinché le nostre liste possano avere sempre più fiducia dagli elettori e una rappresentanza sempre più ampia nelle amministrazioni”.

E fra i Comuni dove potrebbe esordire la nuova formazione c'è ovviamente anche Ameglia, culla del totismo e del movimento arancione – in carica dal 2014 - che sarà chiamata a rinnovare il consiglio comunale nella prossime elezioni autunnali. E lo farà in un contesto meno compatto rispetto alle precedenti tornate visto che all'ormai rodatissima coalizione di centrodestra mancheranno Forza Italia e Popolari. La recente frattura spezzina aperta da Grazzini e Costa – che in riva al Magra si tradurrà con il sostegno al civico Mauro Manzi - potrebbe infatti togliere certezze a una compagine che negli ultimi sette anni non ha mai avuto particolari problemi a imporsi.
Diversi i rapporti con Fratelli d'Italia che nei giorni scorsi ha annunciato la candidatura di Sergio Landolfi, sulla quale difficilmente convergeranno però le intenzioni di Toti e Giampedrone che potrebbero puntare con decisione su uno degli assessori uscenti. Più semplice quindi che FdI più avanti faccia un passo indietro garantendosi però un posto in consiglio – o in giunta – in caso di vittoria del candidato unico che dovrebbe essere supportato anche dalla Lega.

Tutto tace infine sul fronte opposto, dove al momento l'unica candidatura a sinistra è quella di Giovanni “Bocaccio” Lagomarsini che già nel 2014 presentò una sua lista civica mentre due anni dopo appoggiò De Ranieri. Quanto ai partiti è ipotizzabile una lista unica con Pd, Italia Viva e M5S ma all'orizzonte non c'è un nome che possa mettere d'accordo tutti e puntare con decisione sul Palazzo civico. Più sfumata, e difficile da mettere in piedi, una soluzione che faccia confluire dietro ad un unico candidato civico chi è all'opposizione e chi sogna uno sgambetto a Toti e Giampedrone nella loro Ameglia.

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