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Ricci (Pd): "Sindaca Ponzanelli tenta di strumentalizzare figura Meneghini"

"Per distogliere l'attenzione rispetto al centenario dei fatti del 21 luglio 1921".

"Un po' come accaduto per il 25 aprile"
Rosolino Vico Ricci

Sarzana - Val di Magra - "Pino Meneghini è stato una figura di primissimo piano nel panorama della cultura e della politica sarzanese contemporanea grazie alla sua ampia produzione saggistica, alle sue accurate ricerche sulla storia cittadina di ogni epoca ma anche grazie alla sua militanza di socialista libertario e antifascista. Per queste ragioni il Partito Democratico chiede ufficialmente all'Amministrazione comunale di indire - in occasione del prossimo anniversario della sua morte - una giornata dedicata esclusivamente  al ricordo del suo pensiero e della sua opera.
Ma per quelle stesse ragioni il PD sarzanese censura il maldestro tentativo della sindaca Ponzanelli di strumentalizzare la figura di Meneghini facendone uno 'strumento di distrazione di massa' rispetto al centenario dei Fatti del 21 luglio 1921". Lo afferma in una nota Rosolino Vico Ricci, segretario del Partito democratico di Sarzana.

"La storia è nota - prosegue -. Rispetto all'iniziale condivisa prospettazione di una catena di eventi celebrativi del Centenario che si articolasse lungo il corso dell'intero anno, dopo diversi mesi nulla era stato messo in cantiere dalla Amministrazione di destra. Le uniche iniziative programmate, anche nelle scuole, erano e sono ascrivibili al Comitato Provinciale per la Resistenza, all'Anpi, all'Arci, alle autorità scolastiche ed infine alla Cna, che ha ideato e organizzato proprio per il 21 luglio una giornata di dibattito con la presenza di Paolo Mieli.
Dal Comune un silenzio assordante e - nella commissione comunale che si occupa delle cerimonie - solo manovre dilatorie, a dispetto delle sollecitazioni del PD.
Quando mercoledì pomeriggio si è finalmente riunita la Commissione allargata costituita ad hoc (sono passati invano quasi cinque mesi del 2021), dopo che sono state varate una tavola rotonda, la collocazione di una targa, l'indizione di una borsa di studio e proposta l'attribuzione dell'onoreficenza civica a Bruno Segre (oltre ovviamente al patrocinio dell'incontro con Mieli organizzato dal Cna) la sindaca Ponzanelli - lasciando tutti di stucco - se ne è uscita con la proposta alternativa di rendere omaggio, invece che a Bruno Segre - ultracentenario dirigente dell'Associazione dei Perseguitati Politici Antifascisti -  alla figura di Pino Meneghini. E ciò a dispetto della ragionevole, consolidata prassi di conferire quell'onorificenza a persone viventi.
Si è trattato di una manovra diversiva, del tentativo di far sì che - il 21 luglio - si parlasse soprattutto d'altro, evidentemente suggerita dal desiderio di evitare una 'full immersion' nei fatti di un secolo fa che imporrà giudizi netti, inequivoche scelte di campo, rifiuto di ogni equiparazione fra i contendenti di allora e di ogni tentazione revisionista. Il che potrebbe dispiacere ai partners di maggioranza con la propensione a ricostruire quei fatti  'all'inverso' o quantomeno considerandoli una vicenda stucchevole ed anacronistica. Fatto sta che  in quella commissione  la sindaca è finita clamorosamente in minoranza e la sua proposta di utilizzare il ricordo di Meneghini per 'annacquare' il significato politico e l'eredità attualissima del 21 luglio, coltivata con singolare ostinazione a dispetto dei tentativi di dissuasione dei presenti, è stata  sonoramente bocciata...".

"È un po' quello che era accaduto per il 25 aprile, quando l'amministrazione di destra sarzanese, pur di non ricordare espressamente la lotta di Liberazione e la Resistenza popolare al nazifascismo, pur di non dover pronunciare parole di condanna nette, aveva preferito commemorare esclusivamente le (pur rispettabilissime) vittime civili sarzanesi dei bombardamenti americani... Ed era toccato ai rappresentanti delle opposizioni di andare a deporre mazzi di fiori al Monumento al Partigiano presso il cimitero cittadino.
Forse sarebbe meglio che la sindaca, invece di trattenere inspiegabilmente per sé la delega alla cultura, trascurandone l'importanza come confermato dal suo tiepidissimo interesse verso le espressioni locali nel campo musicale, delle arti figurative, del patrimonio monumentale, cedesse quella delega a persone qualificate ed attrezzate a gestirla, come è sempre avvenuto in passato. Forse, dopo il 21 luglio, portata a termine la 'missione' di circoscriverne la risonanza, la sindaca potrà pensarci...", conclude il segretario.
                                     

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