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Il Pd arcolano chiede un salto di qualità nella discussione sul futuro della centrale Enel

La richiesta: "Sia attivato rapidamente il tavolo di regia regionale tra le istituzioni coinvolte, l’Enel e le parti sociali per la definizione del Piano di riqualificazione ambientale e di rilancio produttivo di tutte le aree".

per un nuovo piano energetico

Sarzana - Val di Magra - "I contenuti della lettera del sindaco di Arcola, che condividiamo ed apprezziamo, fanno compiere al dibattito sul futuro delle aree Enel un salto di qualità e lo collocano in una dimensione nazionale ed europea. L’individuazione dei destinatari (Governo nazionale, Regione ed Enti Locali) introduce un richiamo alle responsabilità che tutte le Istituzioni devono assumere in modo convergente per accelerare il processo di transizione energetica e governare la complessità ambientale del tema connesso a quello della sicurezza degli approvvigionamenti elettrici in un quadro di crescita economica sostenibile. Un richiamo all’impegno istituzionale unitario per far fronte all’emergenza climatica che non consente ritardi nelle azioni da intraprendere e fa leva sul senso di alta responsabilità che ha aperto la nuova fase politica e resa necessaria la formazione del governo Draghi". Così la Segreteria dell'unione comunale PD Arcola e i consiglieri comunali dem del terzo comune della provincia spezzina: "Un invito a mettere in pratica azioni concrete, urgenti e corali se si vuole dare soluzione al tema locale in coerenza con le politiche nazionali ed europee. Non esistono soluzioni transitorie e subordinate. La risposta passa per il completo abbandono delle fonti fossili combustibili e si realizza nella misura in cui i progetti e l’impiego di tecnologie rinnovabili presentate vengano rapidamente portate in approvazione con procedure semplificate e siano realizzate le infrastrutture di accumulo e distribuzione programmata dell’energia prodotta per assicurare stabilità e sicurezza alle forniture richieste dal sistema elettrico nazionale. E’ quindi necessario che le risorse dei fondi europei di recupero siano impiegate per finanziare il nuovo sistema di produzione energetica, bonificare e riconvertire i precedenti siti produttivi".

"Tutto questo è possibile poiché esistono i progetti - aggiungono -, sono disponibili le tecnologie ed oggi anche le risorse ed esistono tutte le condizioni per realizzare un alternativo polo energetico e produttivo in un’area delle dimensioni importanti come Vallegrande, a filo di costa e connessa alle reti trasportistiche nazionali, ai margini di significative presenze di poli industriali, logistici e di ricerca e, soprattutto grazie alla stessa presenza di Enel, non dimentichiamolo, che rappresenta uno dei maggiori player internazionali nel settore delle produzioni rinnovabili.
Pertanto ci auguriamo che sia attivato rapidamente, come richiesto, il tavolo di regia regionale tra le istituzioni coinvolte, l’Enel e le parti sociali per la definizione del Piano di riqualificazione ambientale e di rilancio produttivo di tutte le aree della centrale spezzina e sia avviata in sede regionale l’elaborazione del nuovo piano energetico della transizione, in cui sviluppare la progettazione e regolamentazione di reti intelligenti per la distribuzione dell’energia rinnovabili".

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