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Digestore e fuoco amico: "Quando ne parliamo, qualcuno sparisce"

La vicenda dell'impianto rifiuti accende il consiglio. La Lega punge i Popolari. Stelitano (Iv) attacca Iren: "Mascalzoni dell'economia". Lazzoni contro la sindaca: "Dica perché arrivano i soldi per la scuola".

Saliceti

Sarzana - Val di Magra - Approvato con voto unanime l'ordine del giorno con cui il consiglio comunale di Santo Stefano, come ulteriore azione a contrasto del progetto del biodigestore di Saliceti, impegna sindaco e giunta a fare una segnalazione ad Anac, Agcom e Procura sul “mancato rispetto dei contenuti e dei criteri della gara del 2016 per la gestione dei rifiuti e del conseguente contratto di servizio”. Segnalazione in realtà già inviata il 24 febbraio, circostanza che tuttavia non marchia l'odg come tardivo, visto che era stato presentato il 15 dello stesso mese, quando, ha spiegato la sindaca Paola Sisti, la segnalazione era in corso di preparazione. Stante questa premessa, potrebbe venire ragionevolmente da pensare a un dibattito liscio e senza sussulti. Tutt'altro: al contrario, nell'ora abbondante di confronto non sono mancati toni forti e accuse piombate. E nella discussione non ha potuto non fare capolino quanto accaduto ieri in consiglio regionale, quando un'iniziativa politica anti digestore promossa dall'opposizione è stata bocciata dal centrodestra, senza che tuttavia a tale verdetto abbiano contribuito i voti dei consiglieri spezzini in maggioranza.

Non sono mancati i dardi verso Iren. Messora ha definito “un po' un'ingerenza” la lettera con cui l'azienda lo scorso gennaio ha illustrato le sue ragioni a favore della validità della gara, missiva marchiata da Sisti quale “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Sempre la sindaca ha affermato che “la cosa inquietante è che si fa un progetto in barba ai territori e agli strumenti di pianificazione” e ha ribadito che “è grave che solo noi, Vezzano e Arcola ci siamo attivati, mentre gli altri Comuni, e anche la Provincia, non si pongono minimamente il problema”. La prima cittadina ha toccato quindi il tema della vicinanza di Saliceti ai pozzi di Fornola: “Servono 200mila spezzini, non è un tema banale. C'è un problema di rischio idraulico. In merito abbiamo fatto uno studio da 25mila euro che in conferenza dei servizi nemmeno è stato guardato. Non vanno bene le valutazioni del professor Raggi? Allora le si confuti, ma che non sia Recos a farlo – visto che ha interesse in un determinato senso – ma un ente terzo. Penso che la Provincia avrebbe dovuto commissionare uno studio in merito”. Provincia guidata dal presidente Peracchini, “che ci prende in giro - ancora Sisti - quando dice che, se non facciamo il digestore, dobbiamo riaprire le discariche: non è vero”. Cannonate poi dal consigliere Salvatore Stelitano (Italia viva): “La cosa vergognosa è che un consorzio di imprese pubbliche quale è Iren sia così insensibile alle problematiche di un territorio che ha già dato un'enormità. Questi mascalzoni dell'economia se ne sono fregati nonostante siano un'impresa a indirizzo pubblico. Invece di fare impianti per lo smaltimento dei rifiuti locali si realizza una fabbrica della rumenta”.

Ed ecco a stretto giro di posta nuovi fendenti, anche tra colleghi di coalizione. “Noto che ultimamente – ha affermato l'esponente leghista Silvio Ratti (Insieme per voltare pagina) -, quando arriviamo al digestore, qualcuno non è presente. Questi nuovi ambientalisti che, da vice presidenti della Provincia, avevano la possibilità di dire una parola importante sul biodigestore... continuo a leggere che sono ecologisti, che sono ambientalisti, ma stranamente anche oggi non c'è nessuno”; e ancora: “In Provincia qualcuno ha cercato di mimetizzarsi e nascondersi”. Il riferimento è a Liguria popolare/Domani e al suo capogruppo consiliare Francesco Ponzanelli, vice presidente dell'ente provinciale, scollegatosi dal consiglio (che si tiene online) nel corso della discussione del punto precedente (Pontremolese), come anche il collega Popolare Alberto Monticelli. “L'osservazione di Ratti è pertinente – ha affermato il vice sindaco Alessandro Capetta -, ma attenzione, non bisogna fare a chi è più bravo nell'opporsi al digestore, bensì provare a spostare un po' il lavoro ai livelli dove si decide. Sono convinto della buonafede di tutti i consiglieri comunali, ma ognuno di noi fa parte di forze politiche alle quali in qualche misura deve fare riferimento”. Parole accompagnate dalla menzione di quanto accaduto ieri in consiglio regionale, e riprese dalla sindaca: “La vostra posizione locale – ha detto all'opposizione - è chiara, ma in altri luoghi il centrodestra fa cose diverse da quelle che voie, come accaduto ieri in consiglio regionale, dove sarebbe stato possibile fare la differenza”. Mentre l'assessore Gionni Giannarelli ha invitato Ratti a evitare la polemica e cercare l'unità, definendo "condivisibili" alcune recenti prese di posizione pubbliche di Ponzanelli.

Netto l'intervento della consigliera leghista Paola Lazzoni (Insieme per voltare pagina): “Sono stata tra i primi a prender parte alla battaglia contro il digestore, ma ora sono schifata, perché è stata troppo politicizzata, cosa che ha portato a divisioni. Dovevano essere fatti percorsi di condivisione, invece questa amministrazione è andata dietro a parametri populisti, facendosi dettare la strada e i consulenti dai comitati”. Così poi Lazzoni toccando il punto del voto di ieri in Regione: “Non conosco l'ordine del giorno. I testi vanno letti integralmente. Non è detto che non contenesse frasi inaccettabili. In ogni caso noi abbiamo sempre detto no al digestore, una creatura surreale. A breve inizierà la campagna elettorale per le comunali e in quella sede si chiariranno molte cose, anche sulla bontà e la buonafede delle azioni di ciascuno”. E mentre la sindaca raccoglieva il guanto di sfida (“La mia posizione non è mai cambiata e non ho contraddizioni su questa vicenda. Non sono sicura di vincere, ma ho la coscienza a posto”), Lazzoni è intervenuta a gran voce: “Siete in malafede quando tirate in ballo la Regione. Parlate di Giampedrone! Parlate di Giampedrone! Lo deve dire perché le arrivano i soldi per la scuola”, ha detto rivolta a Sisti.
A completare il quadro complessivo, le accuse rivolte al consigliere regionale Davide Natale (Pd) – in particolare dai consiglieri Lazzoni, Ratti e Zangani - per essersi dimesso dal consiglio provinciale, nell'agosto 2018, quando si votava il Piano rifiuti. “Natale – ha detto Sisti - non voleva votare contro un piano fatto da lui, per coerenza. Un piano in cui c'era scritto Boscalino, non Saliceti”. Un piano, tuttavia, in cui, ha detto Zangani riprendendo un suo motto, “c'era scritto Boscalino, ma si leggeva Saliceti”. L'ex assessore ha manifestato “la sensazione che il digestore sia partito da molto lontano e che l'idea fosse già in piedi quando è stata fatta l'aggregazione Acam/Iren. Io questa storia, attraverso la Commissione ambiente che abbiamo avviato, la voglio capire... la voglio capire da Garavini (ex amministratore unico Acam, ndr)”. Dall'esponente socialista infine un appunto all'assente Ponzanelli: "Costa venne in consiglio a Santo Stefano dicendo che l'impianto da qualche parte andava messo. Ponzanelli non dica quindi che il suo rappresentante a livello regionale non era d'accordo con l'impianto".

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