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"No al gas, rinnovabili possono portare 3mila posti di lavoro"

Il consiglio comunale di Arcola approva un ordine del giorno a tema Enel che ribadisce la contrarietà a ogni fonte fossile e auspica una accelerazione sul fronte della transizione ecologica.

"Ultima chiamata"

Sarzana - Val di Magra - “Dobbiamo essere incentivanti, altrimenti non ne usciremo. E questa è l'ultima chiamata”. Con queste parole l'altra sera la sindaca di Arcola, Monica Paganini, ha suggellato il suo intervento nell'ambito della discussione di un ordine del giorno a tema Enel (che siede in parte in territorio arcolano), presentato dalla maggioranza di centrosinistra, volto da un lato a porre fine all'era del carbone e a stoppare l'ipotesi turbogas, dall'altro a rilanciare nel segno delle fonti di energia rinnovabile. L'ordine del giorno, approvato col voto favorevole di maggioranza e consigliere Navalesi (Alternativa per Arcola) e con l'astensione dei consiglieri di centrodestra (Cambiamo e Lega), impegna sindaco e giunta a portare avanti una serie di istanze presso enti e istituzioni competenti, in particolare il presidente Toti, con vari obbiettivi, tra i quali: la costituzione di tavolo tecnico-politico regionale su transizione energetica e rinnovabili, al quale partecipino tutti gli attori interessati – a partire da Enel -, con la possibilità, per i ministeri competenti, di partecipare con un commissario ad acta; negare l'intesa Stato Regioni al progetto di centrale a gas, anche in relazione agli obbiettivi del green deal europeo e fondando il no “sui margini di flessibilità che le norme europee sul mercato comune dell'energia elettrica e il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), lasciano per decidere su quali fonti fondare la transizione al 2025”; operare a livello regionale per una accelerazione dei progetti in corso di autorizzazione, presso il ministero dell'Ambiente, relativi alle rinnovabili, “garantendo così la programmabilità degli impianti a fonti rinnovabili per la stabilità del sistema elettrico”; avviare un tavolo di confronto Stato Regione a cui partecipino enti locali, parti sociali ed Enel dando attuazione a quanto previsto dallo stesso Pniec; aprire un confronto col governo sulla gestione del capacity market “ora indirizzato a favore delle fonti fossili”; infine impegnarsi perché sia avviata l'elaborazione un piano energetico regionale per la transizione energetica.

“Un secco 'no' non basta più – ha osservato la sindaca -, serve delineare prospettive diverse da quelle avanzate da Enel, che non portano l'occupazione che immaginiamo né accelerano in direzione della transizione ecologica. Ho intenzione di proporre una commissione permanente su Enel che si faccia carico di avanzare proposte. Sul tavolo ci sono tanti argomenti e la tecnologia ha fatto passi da gigante. Lo sviluppo delle rinnovabili porterebbe in Liguria, in otto anni, circa 3mila posti di lavoro. Per ogni megawatt prodotto nel fotovoltaico ci sono due posti di lavoro e mezzo, quattro quelli per ogni megawatt prodotti dall'eolico. La questione, quindi, è dire 'no' perché c'è un'alternativa, come dice anche Terna, principale gestore della rete ad alta tensione”. La prima cittadini ha altresì ricordato che “è fondamentale che il procedimento di Via sia ancora pendente presso il ministero dell'Ambiente: dobbiamo inserirci tutti insieme e ridare voce alle nostre prospettive di cambiamento”. “L'ordine del giorno – ha affermato l'assessore Camilla Monfroni – affronta il problema nella sua complessità. La battaglia va combattuta adesso, non c'è più tempo. I cittadini hanno subito per settant'anni il carbone e oggi sperano in un futuro migliore, libero dai combustibili fossili, dal carbone come dal gas”. “Nel giugno 2019 – ha ricordato il vice sindaco Gianluca Tinfena – il consiglio arcolano ha dato un segnale preciso contro il gas (QUI, ndr). Ora, a distanza di quasi due anni, è giusto tornare sull'argomento, non solo per dire no, ma per avanzare proposte per quell'area, che ha grandi potenzialità”.

Il centrodestra su Enel ha presentato nel corso della seduta una sua mozione, la cui ammissibilità ai fini di una discussione immediata, da regolamento, è stata valutata in una conferenza capigruppo, che non ha raggiunto l'unanime intendimento di trattare subito il documento, che è quindi stato rinviato al prossimo consiglio. “Nessuno oggi può dirsi favorevole al disastro ecologico che stiamo portando avanti. La mia astensione è quindi dovuta alla mancata trattazione del nostro ordine del giorno, che per altro presenta temi affini a quelli del documento della maggioranza”, ha affermato prima del voto il capogruppo della Lega, Maurizio Gatti.

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