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"Digestore, documento Provincia non porta nuovi elementi a procedimento"

Così l'assessore Giampedrone rispondendo al consigliere Centi, che osserva: "Contrapposizione con Peracchini forse gioco delle parti, come su Enel". Grondacci: "Per tornare indietro occorre revisione Paur". Sisti: "No a impianto, nemmeno da 30mila".

Saliceti

Sarzana - Val di Magra - “L'approvazione dell'ordine del giorno in consiglio provinciale non apporta nuovi elementi al procedimento concluso con il rilascio del Paur regionale. Si sottolinea come l'impianto in questione abbia un ruolo strategico nell'assetto impiantistico regionale e risulti conforme agli indirizzi comunitari e nazionali e alla pianificazione vigente, che vedono nella realizzazione di impianti di biodigestione anaerobica una soluzione efficace alle necessità di valorizzazione della frazione organica”. L'ordine del giorno è quello approvato a maggioranza a fine maggio in Via Veneto, un documento proposto dal presidente Peracchini che intende riaprire, entro determinati termini, la questione digestore di Saliceti, passando anche per un confronto con Iren e Recos. Dell'assessore regionale all'Ambiente, Giacomo Giampedrone, il virgolettato sopra riportato, parte della risposta data oggi in consiglio regionale all'interrogazione presentata dal consigliere spezzino Roberto Centi (Lista Sansa). L'esponente del centrosinistra ha chiesto in particolare quale sia la posizione del governo regionale verso l'iniziativa politica adottata dal consiglio provinciale su sprone della presidenza, “che inaspettatamente ha presentato questo documento, attraverso il quale il consiglio provinciale da mandato a Peracchini di riferire in commissione circa l'iter che ha portato al rilascio dell'autorizzazione, di aprire un tavolo di trattativa con Recos e Iren per la definizione esatta dei costi di realizzazione dell'impianto e di conferimento della Forsu, e ancora di garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti in ambito regionale salvaguardando il giusto equilibro tra province. Il consiglio provinciale ha inoltre ha inoltre affermato la necessità di aggiornare i patti e le relazioni tra Comuni, Acam Ambiente e Recos in modo da deguarli al modificato quadro impiantistico, valutando congiuntamente a Recos progetti di ridimensionamento, di cambiamenti di tecnologia o di integrazioni con l'esistente Tmb”.

“La proposta del presidente Peracchini approvata in consiglio provinciale – ha esordito l'assessore Giampedrone - sottolinea l'intenzione della Provincia della Spezia di esercitare pienamente le proprie competenze in esito alla conclusione dell'iter autorizzativo fra cui quelle relative all'approvazione delle tariffe di conferimento, alla luce di un'attenta valutazione del quadro economico generale, che dovrà arrivare a una versione definitiva e validata, onde definire la tariffa finale, che ci si attende significativamente inferiore a quella attuale”.
Il titolare della delega all'Ambiente ha toccato anche il tasto del rapporto tra la gara di cinque anni fa e l'attuale progetto Recos: “Per quanto riguarda gli aspetti concessori – ha affermato – non si ravvisano dirette correlazioni tra il progetto di Recos e la gara del 2016 gestita da Acam inerente la proposta di project financing relativa all'acquisizione di una partecipazione di maggioranza nella costituenda società 'Newco impianti' per l'affidamento in gestione e manutenzione del Cdr di Saliceti, con esecuzione di opere di revamping, nonché per l'affidamento in gestione e manutenzione dell'impianto di compostaggio di Boscalino”. Mentre in merito alla petizione a tema digestore recentemente affrontata in sede di Direzione generale Ambiente della Commissione europea, altro punto sollevato da Centi, l'assessore ha affermato trattarsi di “aspetti ampiamente affrontati e chiariti nel corso del procedimento di Paur, come già dettagliatamente riportato anche al ministero della Transizione ecologica e alla presidenza del consiglio”.

“Le parole di Giampedrone – così Centi in una nota diffusa dopo la seduta - vanno contro un territorio intero che non vuole il biodigestore di Saliceti. Una posizione grave che smentisce anche il consiglio provinciale. A fronte della recente presa di posizione del presidente Peracchini che, di fatto, tende a rimettere in discussione le caratteristiche, l'impatto e addirittura la collocazione del bio digestore sul territorio, Giampedrone risponde tenendo ferma la posizione della Regione: il biodigestore si farà secondo i piani a Saliceti e fungerà da raccoglitore dei rifiuti di buona parte della Liguria. Tutt'al più ci sarà una revisione delle tariffe. Adesso è importante capire se questa contrapposizione tra Giampedrone e Peracchini è reale o rappresenta un gioco delle parti all'interno del centrodestra, come nel caso di Enel. Invitiamo quindi il presidente Peracchini ad agire in autonomia, annullando in autotutela la Autorizzazione Integrata Ambientale e predisponendo una nuova Valutazione Ambientale Strategica. Da parte nostra continueremo a condurre la nostra battaglia contro il biodigestore a fianco dei cittadini e dei comitati e nelle istituzioni”. E un'ora più tardi, nel corso della seduta della Commissione speciale ambiente del Comune di Santo Stefano, un parere sul documento politico approvato in consiglio provinciale l'ha dato anche il giurista ambientale Marco Grondacci, consulente dell'ente comunale, interpellato in merito dal presidente di commissione, l'esponente della Lega Silvio Ratti. “Un documento politico non basta. Occorrono anche atti amministrativi. Qui se si vuole tornare indietro occorre una modifica, quantomeno non sostanziale, del Paur, cioè dell'autorizzazione che è stata data a Recos”.
Nella medesima sede è intervenuta anche la sindaca di Santo Stefano, Paola Sisti, che, in merito alle ipotesi di ridimensionamento collegate al documento politico approvato in Provincia, ha sottolineato il suo no all'impianto a Saliceti "anche fosse da 30mila tonnellate. Non cambio posizione per un eventuale ridimensionamento, perché la nostra lotta è soprattutto motivata dal fatto che la nostra zona è già compromessa da innumerevoli emergenze".

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