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Riparte l'iter per Palazzo Cornelio, Montebello: "Pronto nel 2022"

Il Comune di Castelnuovo ha pubblicato l'avviso per la manifestazione di interesse. I lavori dureranno un anno e costeranno circa 800mila euro.

chiuso dal 2013
Palazzo Cornelio (foto archivio Cds)

Sarzana - Val di Magra - Inizia a prendere forma l'iter per il restauro e il miglioramento statico/sismico di Palazzo 'Amati Ingolotti Cornelio', ex sede del Comune di Castelnuovo Magra e dell'Enoteca Regionale, chiuso per inagibilità dopo le scosse di terremoto del giugno 2013. Nel marzo 2019 la Soprintendenza aveva approvato il progetto esecutivo e solo nei mesi scorsi dal Ministero era arrivato il nulla osta per l'avvio del procedimento rallenato poi dalla pandemia. Oggi l'amministrazione Montebello ha finalmente pubblicato l'avviso per la manifestazione di interesse per l'individuazione di operatori economici da invitare alla procedura negoziata che terrà conto dell'offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.
“Se non ci saranno complicazioni – spiega con soddisfazione il sindaco – fra marzo e aprile avremo il nome del soggetto che avrà vinto la gara e che potrà iniziare i lavori che avranno la durata di un anno. La nostra speranza è quella di arrivare alla primavera 2022 con il palazzo pronto per essere utilizzato nuovamente”.
Quanto alla destinazione della struttura del centro storico Montebello osserva: “Abbiamo scelto di privilegiare l'aspetto qualitativo dell'intervento - fra i requisiti ci sono anche specifiche esperienze su edifici storici - che oltre al lavoro di consolidamento prevede anche un'impiantistica flessibile e adattabile alle esigenze. Questo perché vorremo lasciare il piano terra adibito a funzione espositiva e turistica per ospitare mostre, in sinergia con la torre di piazza Querciola, ed eventi culturali di varia natura. Al piano nobile vorremmo ripristinare la sala consiliare e lasciare uffici di rappresentanza, mentre per l'ultimo piano stiamo valutando tutte le possibili soluzioni”.

Il recupero del palazzo sarà possibile grazie ai 700mila euro che il Comune riuscì ad intercettare nel 2017 dal “Progetto Bellezza” del Governo Gentiloni, più altri centomila già stanziati dall'amministrazione. Il progetto è stato invece realizzato dallo studio fiorentino “Comes” con l'architetto Carlo Blasi e l'ingegner Susanna Carfagni.
Nel dettaglio i lavori prevedono: interventi strutturali di miglioramento sismico “concentrati sul recupero dei maschi murari, sul ripristino degli architravi, sull'inserimento di catene, sul consolidamento di rampe e balaustre, sul ripristino delle antiche pavimentazioni, sulla revisione generale degli intonaci e dei decori, sulla riparazione di infissi in legno, revision egenerale del manto in laterizio delle coperture e inserimento dei dispositivi anticaduta, rinnovamento dei servizi igienici, rifacimento degli impianti”.

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