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La "Magica Musica" di Venerus atterra a Sarzana: "Live tutto ha un senso"

Il tour del cantautore il 20 luglio toccherà anche piazza Matteotti: "L'album era stato pensato per essere suonato davanti alla gente, l'inizio è stato magico. I testi sono proieizioni di cose che ho vissuto, l'empatia delle persone mi sorprende".

intervista con l'artista
Venerus

Sarzana - Val di Magra - Raffinato, eclettico, poco inquadrabile in generi e stili ma guidato essenzialmente dal talento, Venerus è uno dei nomi in ascesa del nuovo cantautorato pop e urbano, che a pochi mesi dall'uscita del suo primo album “Magica Musica”, martedì 20 luglio farà tappa a Sarzana, per la terza data di un tour che fino a settembre lo vedrà impegnato nei principali festival italiani.
Milanese di San Siro e non ancora trentenne, il polistrumentista dal cognome d'arte (che ha già in sé qualcosa di mistico), si è imposto in poco più di tre anni con una manciata di singoli, un ep e l'album uscito a febbraio. Brani che lo hanno fatto subito notare grazie a sonorità - affinate anche nei suoi trascorsi londinesi – nuove perché ricche di influenze e piene di sperimentazioni, oltre a una voce prestata spesso anche ai nomi di punta della nuova scena rap. Ma sul suo palco ci sono chitarre e pianoforte, atmosfere oniriche e sax, melodia ed elettronica. E poi c'è lui, Venerus, presenza scenica mai banale e parole di amore, condivisione e libertà. Protagonista in ascesa di un viaggio senza tempo raccontato a CdS a pochi giorni dal concerto di piazza Matteotti.

A Sarzana ti esibirai in un festival che si chiama Moonland e i punti di contatto con le suggestioni stellari di “Magica Musica” non mancano. Un album che è stato letteralmente lanciato nello spazio dopo una chiacchierata con l'astronauta Franco Malerba. Come è nata l'idea e che sensazioni ti sta dando il disco a qualche mese dalla sua uscita?
“L'idea del lancio è nata un po' per scherzo, stavamo ragionando su cosa fare per promuoverne l'uscita e ho pensato “lanciamolo veramente” e dopo pochi giorni lo abbiamo fatto davvero grazie a un pallone aerostatico. In realtà è stato come unire un po' di cose, diffondendo simbolicamente la musica nel Pianeta con il sigillo di "Magica Musica" e il messaggio “in cerca di forme d'amore nell'Universo”. Le sensazioni più belle me le sta dando oggi dal vivo, all'inizio la cosa è stata un po' asettica perché vivevo la vivevo essenzialmente dal telefono e per quanto le reazioni fossero positive era tutto un po' alienante. L'album è stato invece pensato per essere portato in giro ed essere anche stravolto e condiviso con la gente. Ora inizia ad avere un senso”.

Rispetto all'ultimo tour sono cambiate inevitabilmente diverse cose, su tutte la presenza delle sedie e il pubblico seduto. Hai impostato diversamente il live? Che effetto ti hanno fatto queste prime tre date?
“L'impressione è stata magica, l'accoglienza è stata super positiva e sono molto contento anche perché tu puoi immaginarti o pianificare le cose ma quando ti trovi davanti le persone con il loro entusiasmo cambia tutto. L'approccio? Me ne sono fregato, non fa parte di me conformare il lavoro alle condizioni circostanti. In fin dei conti c'è il palco, c'è la gente e ci siamo noi a suonare, basta questo. Inoltre sarebbe stato irrispettoso per il pubblico impostare il live diversamente”.

A proposito di performance, nei giorni scorsi hai partecipato all'evento “Mace X Milano” all'Arco trionfale della Galleria. Tu e l'autore di "OBE" siete legati da una profonda amicizia e avete collaborato nei rispettivi album, fra i migliori usciti quest'anno, contribuendo anche a rinnovare l'immagine internazionale di sonorità pop e urbane con un'attitudine nuova. Sentite di aver avuto involontariamente un ruolo in questo cambiamento?
“Si, qualche feedback arriva ma mi interessa vedere se è un'eccezione, una cosa sporadica, oppure se ispira veramente qualcuno a lavorare in modo diverso, fregandosene soprattutto di certi schemi e facendo dischi seguendo le proprie idee e il proprio istinto. Un primo risultato è anche che oggi posso andare in tour in questo modo e con questa musica. Due anni fa non avrei mai pensato di poter fare tutto questo o di suonare in festival con questi nomi. La cosa un po' mi fa impressione ma credo che più che le persone siano le case discografica a dover cambiare e nel mio caso Asian Fake ha avuto un ruolo importante credendo in una visione diversa”.

Pur non facendone parte come sonorità conosci molto bene la scena del nuovo rap e della trap che in pochi anni si è conquistata le classifiche e l'attenzione del pubblico. Da spettatore 'amico' come giudichi questa ascesa?
“Il genere è letteralmente esploso, in senso buono e positivo, e mi ha toccato da vicino in quanto ho prodotto molta di questa musica. In generale non mi sento parte di questa scena perché solitamente non mi sento parte di un collettivo o di una mentalità condivisa, qui mi ci sono un po' trovato in mezzo. Penso che stia anche raggiungendo “il tetto” perché quando anche nelle pubblicità più brutte senti pezzi rap o trap significa che la cosa è un po' arrivata. Sono più interessato alle cose che succedono e quando mi definiscono “rapper” mi prende male perché non ho mai combattuto per questa cosa. Di sicuro, fra le scene italiane era quella che aveva un po' più carattere e cose da dire e sicuramente ha portato un po' di novità”.

Tornando ai tuoi pezzi invece sono spesso molto intimi e raccontano parte di te o dei personaggi che vivono in “Magica Musica”. Che effetto ti fa sapere che tanta gente si riconosce in quello che scrivi?
“Le persone non hanno in mano pezzi di me ma proiezioni di cose che ho vissuto, i testi sono un po' il mio desiderio di andare in giro e dare qualcosa alla gente per riconoscersi. Nella mia idea di cambiamento c'è alla base anche la condivisone e generare empatia con cose che ho scritto mi incuriosisce e mi sorprende, non me l'aspettavo”.

Frammenti personali che tornano anche nelle immagini di “Luci”, il cui video è uscito in questi giorni.
“E' una canzone molto importante del disco e parla essenzialmente alle persone. Mi piaceva l'idea di incorniciarla con un po' di vita vissuta e riprese fatte in queste settimane d'estate”.

Per chiudere, nel pezzo “Ogni pensiero vola” canti “Cerco nuove strade per uscire da me, per superare ogni mio limite e scoprire un po' al di fuori che c'è”. Dopo i mesi casalinghi della pandemia cosa hai trovato là fuori incontrando di nuovo le persone ai concerti?
“Sto vedendo tante possibilità, tanto spazio per fare cose. Molte persone erano partite molto caute ma credo che questo periodo che abbiamo vissuto debba essere invece da esempio di quanto sia importante avere ambizioni e fare di tutto per portarle avanti. Mi prende bene perché quando c'è tanta attenzione è bello giocare con il pubblico e con la critica, questo mi stimola molto. Sto facendo un tour gigante e sopra le righe rispetto alla situazione e questo mi trasmette grande libertà”.

I biglietti per il concerto si possono acquistare (QUI)

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