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Don Paolo Costa e le lettere di una mamma al figlio prete

una toccante testimonianza
Particolare del Crocifisso di San Damiano

Sarzana - Val di Magra - Nel gennaio 2013 l’allora prefetto della congregazione del Clero, cardinale Mauro Piacenza, indirizzò una lettera alle “madri dei sacerdoti e dei seminaristi”. Nella lettera il porporato genovese scriveva tra l’altro: “Nella novità che Cristo opera nella vita di coloro che ha scelto e chiamato, tutti i familiari sono coinvolti, ma è certamente unica e speciale la partecipazione che è data di vivere alla mamma del sacerdote. Uniche e speciali sono, infatti, le consolazioni spirituali, che le derivano dall’aver portato in grembo chi è divenuto ministro di Cristo”.
Quel testo viene oggi in mente, sfogliando le pagine di un piccolo libro che don Paolo Costa, parroco di Beverino, Polverara e Castiglione Vara e responsabile della casa di Cassego, ha dedicato alla mamma Luigia Corradi (“Gigina” per i familiari), nella ricorrenza imminente del cinquantesimo della morte. Nel testo, intitolato “Alla radice: quando la vita diventa testimonianza”, don Paolo pubblica una serie di lettere che la madre gli scrisse nel periodo della sua formazione sacerdotale, nel seminario di Sarzana. lettere da lui sempre gelosamente conservate.

Il libro si avvale della presentazione del vescovo Luigi Ernesto Palletti, cui segue la prefazione di monsignor Ilvo Corniglia, che in quegli anni era il rettore del seminario. “Queste lettere - scrive poi don Costa - mi sono state sempre di grande aiuto ... le ho conservate, lette e rilette sempre con grande profitto nel corso degli anni”. I testi comprendono un primo gruppo di lettere che vanno dal 1961 al 1969, quando don Paolo venne ordinato sacerdote a Lerici. I testi successivi sono relativi al periodo della malattia di Luigia, indirizzati anche ad altre persone.
L’ultima lettera a don Paolo, del 25 marzo 1971, è un vero “testamento spirituale della mamma”: “Quando il Signore mi chiamerà - vi si legge - se avrò la fortuna di arrivare al cielo, stai tranquillo che ti sarò sempre vicina, anche nei momenti più difficili”. Quel giorno arrivò poco dopo, il 29 aprile, proprio mezzo secolo fa. Don Paolo, nel libro, ricorda anche con commosse parole il padre Michelangelo, i fratelli e gli amici sacerdoti.
La postfazione è affidata alla scrittrice lericina Maria Luisa Eguez. Il titolo dell’opera, a ben vedere, dice tutto, sottolineando il valore profondo delle nostre radici, tanto più importanti nella vita di un sacerdote. Il libro si trova disponibile alla Spezia, nella libreria delle “Paoline”, in via Veneto, sotto i portici della cattedrale di Cristo Re.

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