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"Eventi culturali: cittadini parte attiva, non figuranti"

Intervista ad Andrea Cancellato, presidente Federculture, tra i relatori della Summer School di Starté in programma i primi quattro giorni di luglio.

"Un turismo più consapevole"
Andrea Cancellato

Sarzana - Val di Magra - Anche il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, sarà tra i relatori della Summer School di Starté, in programma a Sarzana dal 1° al 4 luglio. In particolare, Cancellato interverrà a L'Italia riparte, incontro al pubblico in programma venerdì 2 luglio alle 16.00 alla Fortezza Firmafede. Qui di seguito un'intervista al presidente Federculture in vista della quattro giorni sarzanese.

Lei prima di dirigere la Triennale di Milano e ora l’ADI Design Museum, è stato sindaco del comune di Lodi: quali pensa possano essere le ricadute che un comune, di piccole dimensioni ma di grande storia e tradizioni come Sarzana, possa ottenere da una Summer School come quella ideata da Starté?

"È una delle prerogative dei comuni del nostro Paese, piccoli e grandi, organizzare nel periodo estivo iniziative, festival, incontri con lo scopo di attirare attenzione e turismo. Il successo di queste iniziative si misura nella continuità e nella qualità del progetto, fattori importantissimi per la reputazione di chi organizza e ospita. Queste iniziative, oggi, dopo la grave crisi della pandemia, a mio avviso devono avere anche un rapporto più intenso e fecondo con la realtà locale, con il territorio e i cittadini che non devono assistere passivamente o come 'figuranti' bensì come parte attiva di un evento culturale cui partecipano con intelligenza e passione".

Ci può spiegare cos’è Federculture e di cosa si occupa?

"Federculture è l’associazione nazionale delle imprese e istituzioni culturali (in particolare le grandi fondazioni come la Quadriennale e il Maxxi di Roma, la Triennale e il Piccolo Teatro di Milano, il Museo Egizio di Torino, i Musei di Venezia, etc) nonché degli Enti Locali e le Regioni, oltre che altre associazioni connesse al mondo della cultura come i Piccoli Editori, i Musei d’Impresa, i Parchi, etc. Si occupa della loro rappresentanza nel rapporto con il Legislatore nazionale e il Governo al fine di assicurare la migliore legislazione possibile al sistema culturale italiano e dell’unico contratto nazionale dedicato al lavoro culturale".

In qualità di presidente di Federculture ha sicuramente un osservatorio privilegiato su ciò che è accaduto in Italia con la pandemia. l’Italia potrà ripartire grazie all’arte e al turismo culturale?

"La ripresa dell’Italia grazie alla cultura e al turismo è una delle scommesse e degli impegni che il Paese ha preso con il Recovery Plan che dedica importanti risorse alla cultura, al turismo e anche alla loro transizione e fruizione digitale. La fortuna di avere un Paese ricco di monumenti e siti culturali di eccezionale valore storico culturale consente di guardare con fiducia al futuro anche se non possiamo sottovalutare la competizione internazionale sempre più agguerrita. Dovremo investire molto e bene nelle infrastrutture ricettive e nei trasporti per essere sempre meglio accoglienti, per un turismo che sarà più consapevole e 'prudente', quindi desideroso di sicurezza e qualità".

Il rapporto tra storia e contemporaneo può offrire nuove opportunità ai giovani e a chi nutre interesse per il nostro Paese?

"Investire nel contemporaneo, nei giovani che ne sono la massima espressione, è fondamentale per un Paese come il nostro che, fra l’altro, è povero di giovani. Ciò che oggi è storia, prima era contemporaneo ad altro ed è diventato storia a volte per caso, spesso per merito. Relazionarsi con la storia è quindi importante anche per contestarla, superarla, migliorarla, per costruire una nuova storia. L’Italia che ha conosciuto periodi gloriosi e qualche volta tremendi è probabilmente bellissima proprio per questo".

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