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Ridussero in schiavitù una ragazza, coniugi aguzzini in manette

Marito e moglie sono stati condannati per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e riduzione in schiavitu. La ragazza era arrivata dall'Albania nel portabagagli dell'auto ed aveva subito violenze anche dall'uomo.

i fatti risalgono al 2009
Ridussero in schiavitù una ragazza, coniugi aguzzini in manette

Sarzana - Val di Magra - Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Sarzana, al culmine di una serrata attività investigativa finalizzata alla localizzazione, hanno eseguito un’ordinanza di carcerazione a carico di una coppia di albanesi pregiudicati, marito e moglie rispettivamente di 66 e 55 anni, residenti da tempo a Sarzana.
I due sono stati infatti condannati per favoreggiamento della prostituzione e riduzione in schiavitù: la donna dovrà scontare 5 anni di pena ed il pagamento di una multa di mille euro, mentre l’uomo, colpevole anche di violenza sessuale aggravata continuata, è stato condannato a 12 anni di reclusione e al pagamento di una multa di euro quattromila.
La donna è stata localizzata in un campo coltivato al confine con il comune di Aulla e poche ore dopo i Carabinieri sono riusciti a rintracciare anche suo marito: entrambi stavano probabilmente per darsi alla macchia ma grazie all’azione sinergica di ricerca messa in atto dai militari stato stati entrambi bloccati ed arrestati.

I fatti risalgono al 2009: una giovane albanese, verso la fine del mese di dicembre, si presentò in caserma dai Carabinieri di Sarzana per denunciare le angherie subite dai suoi due connazionali. Alcuni mesi prima la ragazza era venuta in Italia priva del permesso di soggiorno, attirata dai due coniugi con la promessa di una vita migliore, magari lavorando come badante, per poter racimolare soldi per mantenere il marito e le tre figlie piccole. I due le avevano addirittura fatto affrontare il lungo viaggio rinchiusa nel cofano di un’auto. Ma una volta giunta nel nostro Paese, aveva visto infranti tutti i suoi sogni ed era stata costretta a prostituirsi lungo le strade della provincia spezzina.
Dopo la denuncia della giovane, i militari dell’Aliquota Operativa e Radiomobile di Sarzana avevano avviato mirate e minuziose indagini, che hanno portato alla scoperta di agghiaccianti particolari sulle condizioni di vita alle quali i due coniugi costringevano la ragazza. Tutto era stato organizzato nel dettaglio e, se i proventi ricavati dal suo meretricio non erano abbastanza, la malcapitata veniva percossa; inoltre dal suo racconto è emerso che non solo si doveva concedere ai “clienti” ma il suo aguzzino la costringeva ad avere rapporti anche con lui. La donna aveva vissuto mesi in uno stato di terrore perenne, tanto da non riuscire nemmeno a confidarsi con il marito rimasto in Albania.
Dopo la denuncia, l’aliquota operativa dei Carabinieri di Sarzana aveva quindi condotto l’indagine i cui risultati hanno sono stati confermati nei vari gradi di giudizio, culminati con le pesanti condanne nei confronti della coppia. La donna è stata tradotta presso la casa circondariale femminile di Genova Pontedecimo, mentre l’uomo è stato rinchiuso presso l’istituto di reclusione di Massa.

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