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Qualche discarica se ne va, la situazione si muove

Sponda sinistra del Magra sgravata da alcuni accumuli di rifiuti segnalati recentemente.

Percorso fluviale
La bombola sulla Francigena

Sarzana - Val di Magra - Meno di un mese fa, l'11 marzo,il nostro reportage sulla situazione del percorso fluviale lungo la sponda sinistra del Fiume Magra: tanto piacevole, quanto gravato da una cospicua serie di discariche. Una manciata di giorni la medesima problematica, con ampio corredo fotografico, era stata sottolineata da Legambiente, e il 24 marzo il Parco era intervenuto per evidenziare l'attenzione al problema da parte dell'ente, delineando un progetto dedicato. Senza dimenticare le parole in merito da parte del Cai di Sarzana, nell'ambito della lunga chiacchierata di CdS con i vertici associativi. Insomma, settimane di dibattito che hanno messo al centro una grana perdurante, fatta di lavatrici e frigoriferi fattisi ormai indesiderata parte del paesaggio. Eppure qualcosa si è mosso. Infatti, proprio in queste ultime tre settimane, certe ferite 'storiche' lungo la sponda sinistra del Magra, o nelle sue adiacenze, sono state lavate via.

Ad esempio, il vasto punto di abbandono ormai consolidatosi sul cavalcavia autostradale in località Boettola, a Sarzana – un passo dopo è possibile fendere i campi e accedere all'itinerario fluviale, seguendo le indicazioni del Club alpino -, è scomparso. O ancora, è stato rimosso l'ammasso di elettrodomestici che da lungo tempo salutava i camminatori nei pressi del sottopassaggio di Pratolino. Stesso discorso per un tetro cimitero di lavatrici e frigidaire che s'era fatto spazio sotto la A12 tra Pratolino e Boettola. Tanto lavoro resta da fare – lavoro che non riguarda solo gli ingombranti, ma anche e soprattutto i rifiuti plastici, spesso assai frammentati, pronti a tuffarsi in acqua e far danni - , ma le rimozioni disposte dalla parte istituzionale vanno ovviamente nella direzione giusta. Con l'auspicio che liberare punti di abbandono significhi più levare le gambe alla sedia dell'inciviltà che invece creare nuovo spazio per chi non vuole rinunciare a determinate piazzole di scarico. Triste circostanza, quest'ultima che – allontanandoci un passo dal fiume, ma non troppo – ad esempio ha riguardato, in tempi recenti, il tratto asfaltato di Via Francigena che porta sulla ciclopedonale del Canale Lunense i pellegrini reduci dalla discesa dalla Brina. Qui – in particolare in quel mezzo chilometro di segmento 'lato' ciclopedonale – c'è stato un intervento di pulizia che, tra le varie cose, ha rimosso anche un set di divani e poltrone allegramente sbolognato tra i cespugli a bordo strada(si veda QUI). Ma proprio in quel punto ecco che si è fatto spazio un nuovo lascito: bombola esausta, pneumatici, tavole di legno e altra roba. Sulla bombola campeggia un adesivo lasciato dal gestore Acam/Iren, che recita: “Bombola sottoposta a procedure di identificazione per la restituzione al soggetto proprietario”. Anche di questo delicato lavoro di indagine è fatta la lotta all'abbandono di rifiuti e ai sostenitori del poco sostenibile concetto dell'isola ecologica 'diffusa'.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'ormai ex discarica sul sovrappasso autostradale Archivio CdS
Nuovi abbandoni sulla Francigena Archivio CdS


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