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Ok al digestore, attivisti sulle barricate

Il comitato: "La nostra battaglia va avanti". I Botta: "Conforta l'ultima sentenza del Tar: Recos deve rispettare gli impegni".

L'impianto rifiuti

Sarzana - Val di Magra - La firma finale che dà l'ok al progetto del biodigestore di Saliceti: sarebbe stata messa nero su bianco in questi giorni dalla Regione, precisamente dal dirigente responsabile del procedimento, e sarà ufficializzata verosimilmente all'inizio della prossima settimana. Un passaggio formale necessario ma non sorprendente, vista l'approvazione ricevuta dal progetto in sede di conferenza dei servizi, chiusasi lo scorso dicembre. Immediate le reazioni degli attivisti. “Il 31 maggio 2018 – si legge nella nota diffusa dal Comitato no biodigestore Saliceti - l’amministratore delegato di Recos a Ponzano Magra annunciò che avrebbero costruito il biodigestore a Saliceti. Il 6 agosto 2018 il consiglio provinciale, all’esito della procedura di Valutazione Ambientale, ha votato il Piano d’Area: il biodigestore si fa a Boscalino, sito indicato da Recos nella gara europea che le ha aggiudicato il Project financing. Alla società di Iren sarebbe spettato, è scritto in delibera, di ricavare gli spazi necessari bonificando il sito con la demolizione del vecchio inceneritore. Il 9 agosto l’assessore Giampedrone annuncia: si fa a Boscalino. Il TAR nella recente sentenza ha ribadito la validità della composizione di quel consiglio provinciale, rigettando i ricorsi di Arcola e Santo Stefano, e ha ribadito la correttezza della deliberazione del Piano d’area. Ma quando Recos ha presentato il progetto di Saliceti, Toti, Giampedrone, il presidente della Provincia Peracchini non hanno difeso i piani pubblici che loro stessi avevano approvati. Dopo la nostra imponente manifestazione sulla Cisa dell’ottobre 2019 Toti disse: i cittadini vanno sempre ascoltati. Non ci ha mai interpellati, non ha mai accettato gli inviti a partecipare alle nostre iniziative. Evidentemente Iren ha la voce più grossa dei cittadini. Noi continueremo la battaglia per difendere il nostro territorio che allo stato non può reggere altre violenze. Non è alzando i camini di cinque metri che si salva l’aria. Non è con i pozzi di raccolta che si salverà l’acqua potabile per tutta la Provincia. Né è stato valutato correttamente il rischio incendi. Noi abbiamo condotto una battaglia che non finirà di certo oggi. Di sicuro non ascolteremo più quei politici che dichiarano solo a parole di essere contro il biodigestore, ma nei fatti politicamente schierati con Toti, Giampedrone, Peracchini. Basta chiacchiere finalizzate solo alle carriere personali. La politica dovrebbe intervenire con chiarezza e determinazione sulle problematiche del nostro territorio invece spesso assume un atteggiamento passivo”.

“La firma del presidente Toti che autorizza il digestore a Saliceti non ci meraviglia - affermano dal Comitato Sarzana che Botta -. Noi continueremo a porre le domande, a cui la Regione e il presidente della Provincia Peracchini e la stessa Iren-Recos da mesi non rispondono. Questo impianto-mostro ci costerà 50 milioni di euro. Questa cifra è nel piano economico presentato da Recos. Comporterà un aumento della tariffa di conferimento a 110 euro. In sede di gara Recos aveva offerto 89 euro. La società dice che l’impianto tratterà 60 mila tonnellate di organico l’anno. Secondo il Piano d’ambito approvato il 6 agosto 2018 da Toti e il centrodestra il costo dei digestori deve oscillare tra i 300 e 400 euro a tonnellata. Quindi il prezzo giusto sarebbe al massimo di 24 milioni di euro. I conti non tornano. O vogliono far realizzare a Recos-Iren un ricco surplus. Oppure i 50 milioni d’investimento nascondono un impianto da 120 mila tonnellate di organico, come peraltro annunciato dall’amministratore di Iren Ambiente il 31 gennaio scorso. Rispetto alla gara del 2016 è un incremento di business del 64%. I politici che appoggiano Toti fanno finta di non leggere i giornali. Ma anche i sindaci, con l’eccezione di Lerici e Santo Stefano, fanno finta di non conoscere le carte e di ignorare la nostra segnalazione ad ANAC. Ma è per conto dei Comuni spezzini che fu effettuata da Acam la gara europea. E la Provincia ne è la garante”.

“A noi – concludono gli attivisti sarzanesi - conforta l’ultima sentenza del TAR, che ha bocciato i ricorsi di Arcola e Santo Stefano. Chiedevano l’annullamento della delibera provinciale del 6 agosto 2018, che ha approvato il Piano d’area, che indica Boscalino come sito idoneo per il digestore. I giudici hanno rigettato il ricorso perché i due sindaci non hanno citato Recos come controinteressata, in quanto aggiudicataria della gara del 2016 del project financing e in quanto aveva essa scelto il sito in comune di Arcola. Dunque se gli effetti della gara vincolano i comuni a riconoscere Recos, dovrebbero anche impegnare Recos a rispettare gli impegni sottoscritti. Il TAR ha anche detto che la procedura di VAS, integrata dalle conclusioni della Provincia, è valida. Dunque il sito di Boscalino risponde a tutti i crismi. Toti e Giampedrone si sono rimangiati i loro atti. Confidiamo che almeno il TAR mantenga una coerenza”.

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