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L'appello al consiglio provinciale: "Fermate il biodigestore"

Comitati e associazioni si rivolgono all'assemblea di Via Veneto, appena rinnovata.

"Ecco cosa si può fare"

Sarzana - Val di Magra - I comitati Sarzana, che botta!, No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune e le associazioni Cittadinanzattiva e Italia Nostra hanno rivolto un appello al nuovo Consiglio provinciale della Spezia affinché si adoperi per fermare la realizzazione del nuovo digestore anaerobico previsto nel sito di Saliceti nel comune di Vezzano Ligure. "Nell'appello - spiegano i sodalizi - si rimarca l'importanza che la normativa assegna al ruolo della Provincia nella individuazione dei siti ove realizzare gli impianti per il trattamento dei rifiuti. Ruolo ignorato dalla Regione per effetto dell'attivazione della procedura autorizzativa (PAUR) relativa al nuovo progetto di biodigestore presentato da Recos/Iren e a cui inspiegabilmente la stessa Provincia non si è opposta. Impianto proposto dal privato in palese contrasto con il Contratto di servizio in vigore, con le pianificazioni provinciale (delibera 48/2018) e regionale (Piano d'Ambito 2018), che indicano Boscalino quale sito idoneo per il biodigestore, peraltro indicato dalla stessa Iren in sede di gara".

"Le capacità di trattamento - continuano comitati e associazioni - lievitano dalle 20.000 /anno+ 6.000 di verde (previste dalla gara europea assegnata a Recos/Iren) alle “dichiarate” 60.000 t/anno+ 30.000 di verde del nuovo progetto. E’ da ritenere questo il vero motivo della scelta di Saliceti in luogo di Boscalino e dell'investimento sproporzionato di 50 milioni di euro per la realizzazione dell'impianto". Gli attivisti parlano di "ingiusto vantaggio economico patrimoniale per Recos/Iren derivante dall'aumento delle tariffe che anziché diminuire all'aumentare delle quantità trattate lievita dagli 89 euro a tonnellata, indicati nell'offerta di gara e confermati nel Contratto di servizio vigente, ai 110 euro del PEF presentato da Recos.
Un danno erariale per i comuni (che si tradurrà in maggiori tariffe per i cittadini) verso i quali la Provincia è garante e parte contraente del gestore nel rispetto dei contratti in essere".

Nell'appello, si spiega ancora, vengono "richiamati i rischi d'inquinamento della falda che alimenta i pozzi di Fornola (servono 150.000 spezzini), i rischi ambientali e sanitari per le popolazioni di Vezzano Ligure e Santo Stefano Magra (emissioni di odori, maggiore inquinamento da traffico ecc.), la mancata bonifica del sito di Boscalino da cui ne sarebbe derivato un ulteriore beneficio ambientale".

L'appello, concludono i sodalizi - "invita i neoeletti consiglieri - in discontinuità con il precedente consiglio - ad un maggiore ascolto e ad una maggiore attenzione a quanto rappresentato dai comitati, considerato che in gioco non vi sono opzioni di natura politica ma, concretamente, l'interesse generale dei cittadini e il rispetto degli impegni assunti dall'aggiudicatario (Recos/Iren) della gara". L'appello si conclude con l'elenco di azioni che, per comitati e associazioni, "la Provincia può tutt'ora mettere in campo per bloccare il progetto:
1. intervenire presso la Regione perché non dia corso alle determinazioni finali della Conferenza dei servizi
1. rivendicare il rispetto del contratto di servizio stipulato da ACAM e Recos nel 2016, di cui la Provincia è divenuta garante per i comuni spezzini (delibera n.48/2018), dopo l’incorporazione di ACAM SpA in IREN;
2. procedere, qualora si ritenga superato il Piano d’Area vigente, alla elaborazione di una variante, che consenta di rivalutare tecnologie, quantità e siti da sottoporre a una rinnovata procedura di VAS;
3. rivendicare il ruolo riconosciutale dalla legge nella pianificazione del ciclo per la gestione integrata dei rifiuti;
4. sfruttare l'occasione del termine della vigenza del PGR 2015, previsto per marzo 2021, per proporre modifiche alla pianificazione regionale, renderla più aderente ai reali fabbisogni della nostra Provincia lasciando ai territori la possibilità di decidere, sulla base del confronto fra le differenti tecnologie, come chiudere il ciclo dei rifiuti".

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