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I ristoratori si incatenano in piazza Matteotti: "Decreto ci impedisce di lavorare"

Dopo le decisioni del Governo oghgi nuova protesta del gurppo "Fermi noi, fermi tutti": "Rischiamo di sparire".

"fateci lavorare"
Ristoratori incatenati in piazza Matteotti a Sarzana

Sarzana - Val di Magra - Da questa mattina i ristoratori di “Fermi noi, fermi tutti” sono incatenati al monumento di piazza Matteotti a Sarzana per protestare contro il decreto del Governo che da lunedì darà il via a graudali riaperture, comprese quelle delle attività che dovranno però fare i conti con il coprifuoco ancora fissato alle 22 che complicherà le cose per i turni serali.
“A questo punto era meglio rimanere chiusi ed essere risarciti in maniera adeguata e non con delle elemosine” hanno sottolineato a tre giorni dalla precedente manifestazione che aveva portato nella stessa piazza lavoratori di diversi settori e località della provincia.
“Possiamo lavorare rispettando le norme e le distanze previste – ha evidenziato Fiammetta Gemmi, istituzione del commercio sarzanese – ma questo decreto sembra volercelo impedire. Questa sofferenza ci sta strangolando, ci hanno raccontato un sacco di storie e ci hanno presi in giro. La nostra categoria è stata la più bistrattata e colpita. Siamo stati accusati di essere imprudenti ed evasori, ci avevano rassicurato che saremmo stati ristorati e che lo Stato non ci avrebbe lasciati soli ma questo non è avvenuto. Abbiamo avuto solo elemosine”.

Il gruppo, che rimarrà incatenato per tutto il pomeriggio e che stamani ha ricevuto la solidarietà dei consiglieri comunali di maggioranza, ha anche auspicato una maggior collaborazione da parte degli altri colleghi.
“Quello che sta succedendo a noi oggi – ha rimarcato Gemmi – potrebbe succedere ad altri in futuro. Siamo arrivati a questa pandemia in condizioni già difficili e stiamo vivendo un momento buio perché il comparto commerciale rischia grosso e mi dispiace per tutta la città e per tutti coloro che per una vita hanno lavorato mettendoci il cuore. Rischiamo di sparire e di lasciare spazio a realtà molto più grandi perché altrimenti non si spiegherebbe la libertà lasciata agli autogrill. È grave e immorale essere costretti a queste manifestazioni – ha concluso – ma venderemo cara la pelle”.

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