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Digestore, i comitati a Orlando: "Pressione su Cingolani perché intervenga su Regione"

Incontro con il ministro del lavoro

Sarzana - Val di Magra - Sabato scorso incontro tra una delegazione dei comitati No Biodigestore Saliceti e Sarzana che botta e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. "Al ministro i comitati - si legge nella nota di No Biodigestore e Sarzana che botta - hanno rinnovato la richiesta di un suo autorevole intervento presso il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, per legge deputato alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, dell’acqua e del clima, in quanto competenze statali e non regionali, per richiamare l’attenzione sui quattro rischi a cui il progetto di digestore da 120.000 tonnellate di rifiuti organici espone la nostra provincia". I comitati, prosegue la nota, "hanno detto con forza che la politica in questa vicenda non può indossare gli abiti di Ponzio Pilato e delegare la difesa di beni primari alla valutazione di un TAR o della Procura della Repubblica. Il ministro Orlando, a cui è stata consegnata la documentazione, costituita di soli atti pubblici, si è impegnato ad attivarsi".

"L’impianto - scrivono i due comitati - è progettato sulla falda del Magra. Le fondazioni e le vasche di raccolta del percolato andranno a una profondità maggiore della falda stessa: insomma la sconquasseranno. Il rischio sismico è stato sottovalutato, ignorando la cartografia della ISPRA del 2019 e usando vecchie carte. Saliceti è al centro di quattro faglie telluriche, attive e 'capaci', termine tecnico per significare che possono recare danni alle infrastrutture e pericolo per l’incolumità delle persone. In caso di sisma un po’ più forte del 4° grado del 2016 il rischio di danni alle vasche aumenta. E la falda alimenta i pozzi di Fornola. Neppure la Regione è sicura e prevede di piazzare sonde per segnalare eventuali sversamenti d’inquinanti. Ma una volta segnalati, il disastro è fatto. L’unico rimedio è la chiusura dei pozzi".
Gli attivisti proseguono parlando di "attacco alla biodiversità. Non si è proceduto alla Valutazione d’incidenza e si sono censurate dagli atti della Conferenza dei servizi le critiche del Parco Magra. Nella relazione di Recos le specie ittiche e volatili più rare, protette dalla Comunità europea, sono sparite e il Dipartimento ambiente della Regione Liguria ha taciuto".

"Insomma al ministro Orlando, così come è stato fatto per i sottosegretari Stefania Pucciarelli e Andrea Costa, e ai parlamentari Raffaella Paita e Lorenzo Viviani, si chiede di esercitare pressione sul ministro Cingolani affinché intervenga su una Regione che si mostra più sensibile agli interessi economici di Iren che alla tutela di un habitat fortemente a rischio", concludono i comitati.

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