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Digestore, attivisti ai sindaci: "Così rischiate la Corte dei conti"

Comitati e associazioni: "Comuni sostengano le iniziative presso Anac e Agcom".

Saliceti

Sarzana - Val di Magra - Un appello a tutti i sindaci della provincia affinché sostengano le iniziative del Comitato Sarzana, che botta!, dei Comuni di Lerici e di Santo Stefano Magra presso l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e l’Autorità garante della concorrenza e dei mercati (AGCM): formularlo, Comitato No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva e Italia Nostra. "Nell’appello - si legge nella nota diramata dagli attivisti - si ricorda che il progetto di Recos di realizzare a Saliceti un biodigestore da 90.000 tonnellate totali, che ha incassato il nulla osta della Conferenza dei servizi, contrasta per sito, dimensioni, costo d’investimento con quanto previsto nella gara europea del 2016 e col relativo contratto di servizio, che vincola tutti i comuni a servirsi di Iren. L’esito di quella gara è stato rivendicato di recente dal presidente di Recos, Pierluigi Castagnetti, con una lettera ai sindaci di replica all’iniziativa del comitato sarzanese. Castagnetti ribadiva la validità dell’assegnazione di quella gara europea. Ma è esattamente quanto sostengono il Comitato Botta e i Comuni di Lerici e Santo Stefano: la gara è valida e i contenuti del bando e dell’offerta di Iren, che se l’è aggiudicata, sono vincolanti e vanno rispettati, in primo luogo da Recos (Iren). Il contratto di servizio, ripreso nel Piano d’area provinciale e nel Piano d’ambito regionale del 6 agosto 2018, impegna la società del gruppo Iren a realizzare a Boscalino di Arcola un biodigestore 'adeguato a soddisfare il fabbisogno della provincia della Spezia e del Tigullio' e ad applicare una tariffa di conferimento dell’organico a carico dei comuni di 89 euro a tonnellata. Nel Piano economico finanziario del progetto Saliceti la tariffa di conferimento, per far fronte all’investimento previsto di 50,6 milioni di euro, è indicata in 110 euro a tonnellata".

I movimenti ricordano ai sindaci "che questo si traduce in un danno erariale per i loro comuni, che potrebbe interessare la Corte dei Conti, a cui comitati e associazioni sono intenzionati a rivolgersi. Non opponendosi, i sindaci rischiano di diventarne corresponsabili". Nell’appello si richiama l’attenzione, si legge ancora nel comunicato, "su una recente intervista rilasciata dall’AD di Iren Ambiente, Eugenio Bertolini, nella quale ha annunciato che a Saliceti l’impianto avrà la capacità di 120.000 tonnellate. L’annuncio richiama alla mente quello che fece nel maggio 2018 l’AD di Recos Michele Stretti. Allora era in corso di approvazione il Piano d’area con la scelta di Boscalino per un biodigestore da 26.000 tonnellate. Stretti anticipò che Recos avrebbe costruito il digestore, ma a Saliceti e con una capacità di 80 mila tonnellate. Quella che sembrava una boutade, si è avverata. Oggi le 120.000 tonnellate annunciate dall’AD di Iren Ambiente devono essere prese seriamente: è una capacità coerente con l’investimento da 50 milioni. E’ un costo congruo con i prezzi di mercato e con il Piano d’ambito ligure e fa capire la necessità di cambiare il sito da Boscalino a Saliceti".

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