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Bruno Segre, 103 anni, insignito dell’onorificenza cittadina “21 Luglio 1921”

su proposta di Anci
Bruno Segre

Sarzana - Val di Magra - Antifascista. Come Sarzana, lo è da quasi un secolo anche Bruno Segre, 103 anni, recentemente insignito dell’onorificenza cittadina “21 Luglio 1921”. Nell’anno del centenario dei Fatti di Sarzana, su proposta di Anpi, la scelta della commissione comunale è ricaduta sul presidente torinese dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANPPIA). Allievo di Luigi Einaudi, conosce da neolaureato l’ingiustizia del regime fascista che gli impedisce di esercitare la professione di avvocato, essendo figlio di ebreo. Nel 1942 viene incarcerato per “disfattismo politico” (cioè per aver criticato il regime fascista, ndr), e dall’anno seguente è costretto alla clandestinità con la famiglia. Nel settembre 1944 viene nuovamente incarcerato dalla polizia fascista ma riesce a evadere pagando un funzionario. Entra nella Resistenza armata, 1° divisione alpina “Giustizia e Libertà”, e partecipa alla liberazione di Caraglio, in provincia di Cuneo. Nel dopoguerra è cronista al quotidiano liberale L’Opinione, poi redattore del socialdemocratico Mondo Nuovo, e in seguito collaborerà con Paese sera, Corriere di Trieste e Corriere di Sicilia. Nel 1949 è l’anima del mensile L’incontro, testata che nei decenni porta avanti con costanza i temi della pace, dei diritti civili e del laicismo. Bruno Segre, tornato alla professione di avvocato, difende Pietro Pinna, il primo obiettore al servizio militare obbligatorio, e darà un forte contributo al varo della legge sul servizio civile. Si batte anche per il divorzio e per la laicità della scuola, contrastando i privilegi della Chiesa e del Concordato. Dal 1958 al 1968 è consigliere degli ospedali psichiatrici di Torino, Collegno e Grugliasco, quindi consigliere della Federazione nazionale stampa italiana (FNSI). Si dedica anche all’impegno politico e ricopre la carica di capogruppo per il Partito socialista italiano (PSI) in consiglio comunale a Torino dal 1975 al 1980, partito da cui esce con l’avvento di Craxi. È presidente onorario dell’Associazione nazionale del libero pensiero “Giordano Bruno”, dopo anni alla direzione di Libero pensiero, il relativo organo ufficiale.

Una vita pienamente antifascista, quella di Bruno Segre, per la libertà (anche degli altri) e contro i soprusi. L’auspicio è che il prossimo 21 luglio possa ricevere di persona l’onorificenza conferitagli da Sarzana, antifascista da un secolo.

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