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Archivi della Resistenza: tutto pronto per In Pectore e un convegno scientifico sui fatti di Sarzana

eventi a giugno e luglio
In Pectore di Nicola Barattini

Sarzana - Val di Magra - "Archivi della Resistenza è felice di presentare questa importante iniziativa: il progetto "In Pectore", installazione di Daniela Spaletra (che già diverse volte ha collaborato alle mostre d'arte di "Fino al cuore della rivolta") visitabile nella Chiesa della Madonna delle Lacrime a Carrara". E' quanto si legge in una nota di Archivi che prosegue: "Il progetto, a cura di Nicola Barattini, sarà visitabile dal 2 al 6 giugno 2021 ed è dedicato alla vicenda del duplice omicidio Lazzeri: un episodio legato alla violenza squadrista che imperversa a Carrara nel 1921 e che poco dopo si manifesterà nei fatti di Sarzana, per il cui centenario Archivi della Resistenza, insieme ad altre associazioni antifasciste (ANPPIA, ANPI, Museo Audiovisivo della Resistenza), sta organizzando un convegno scientifico, che si svolgerà a Sarzana il 16 e 17 luglio 2021".
In Pectore di Daniele Spaletra di terrà dal 2 giugno al 6 giugno 2021 Chiesa Madonna delle Lacrime a Carrara e aprirà il giorno della festa della Repubblica alle 17.30.
"In Pectore, è un progetto al quale l’artista ha lavorato per anni raccogliendo documenti e immagini fotografiche presso Archivi di Stato, biblioteche e parlando con storici, non solo per ricomporre un fatto specifico, ma cercando di ricostruire anche il complicato contesto storico di una città singolare come Carrara, traducendo in questo modo una vicenda privata in un fatto universale e fornendo così più in generale l’occasione per meditare sul concetto di giustizia - si legge in una nota -. L’intero lavoro curato da Nicola Barattini, prende avvio dal doloroso fatto avvenuto esattamente cento anni fa nello stesso luogo dove oggi Daniela Spaletra ne illustra l’accaduto attraverso un’installazione site-specific e dal racconto che l’artista ascoltava dalla nonna quando era bambina, testimone diretta dell’intera vicenda.
Il casus belli, era stato lo sfoggio di un fiore rosso portato in petto dalla giovane Claretta Lazzeri, gesto letto come un moto di sfida da un gruppo di squadristi fascisti che degenererà nell’uccisione del fratello e della madre che tentarono di salvare la ragazza. Un video iconicamente posto all’interno della Chiesa delle Lacrime, luogo simbolo, al centro della zona dove avvennero i fatti, racconterà la vicenda attraverso un processo simbolico agli esecutori che per svariate ragioni, non hanno mai pagato per quello che hanno commesso. All’esterno il perimetro dell’accaduto sarà evidenziato da una striscia rossa e dall’accumulo di fiori rossi posti nell’atrio della chiesa. “La messa in scena non vuol essere un atto postumo di giustizia ma lo stimolo ad una riflessione sul senso di impotenza che l’ingiustizia può generare e sul dolore che questa può causare a chi vive certe esperienze. L’impianto processuale è difatti privo di elementi fondamentali ed indispensabili in un vero dibattito, primo tra tutti la mancanza degli imputati, dei testimoni e di atti giudiziari obbligatori al tal fine. L’audio in dialetto carrarino in apertura, carico di emotività e passione, darà voce al popolo con un racconto concitato ed emozionante, il solito che mi veniva fatto da bambina, mentre il racconto processuale dialetticamente contrapposto ad esso, riporterà ad un livello più realistico e rigoroso l’intero accaduto. L’atto finale spetterà al Giudice al quale, in ultima battuta, verranno consegnati tutti gli incartamenti che egli prenderà con sé prima di lasciare l’aula senza emettere alcuna sentenza di accusa. La storia del duplice omicidio Lazzeri verrà, a cento anni esatti di distanza dai fatti, consegnata, seppur metaforicamente, nelle mani della giustizia".
"Un congedo in silenzio, quello del giudice - conclude la nota -, per lasciare via libera a pensieri ed emozioni che non siano unidirezionali ma aperti ad una lettura più profonda e ad un’attenta riflessione su temi importanti della società passata che molto hanno in comune con quella odierna. La scelta di non dare soluzioni preconfezionate e rigide è voluta per mantenere livelli diversi di significato, per creare connessioni ed un legame atemporale tra passato e presente, tra memoria individuale e memoria collettiva”.

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