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"Valore dei beni confiscati non è solo simbolico, colpisce al cuore le mafie"

Focus di Cgil e Libera sull'esperienza di “Ca' Carnevale a Sarzana, casa famiglia dove nascerà anche una foresteria sulla via Francigena. Ghiglione: “Luoghi che favoriscono incontro fra generazioni e cultura della legalità”.

ultimi giorni di crowdfunding
"Valore dei beni confiscati non è solo simbolico, colpisce al cuore le mafie"

Sarzana - Val di Magra - Ultima settimana di raccolta fondi per il progetto di Cà Carnevale, casa famiglia sulle colline di Sarzana nata nel 2017 dopo che sette anni prima era stata confiscata e nel 2013 era stata trasferita al Comune prima del riutilizzo a scopo sociale. L'obiettivo del crowdfunding sulla piattaforma di Crédit Agricole, è infatti quello di allargare gli spazi della struttura per costruire una foresteria aperta tutti, e in particolare ai pellegrini che transitano sulla via Francigena e che attualmente in città non possono contare su un luogo di riposo. Un'occasione per completare la trasformazione di un simbolo di illegalità ad un luogo di impegno e solidarietà, come spiegato nel corso dell'iniziativa online “Fattiperbene” focalizzata sulla villa di Via Ghigliolo e organizzata da Libera, Cgil e Spi Cgil della Spezia a ridosso della giornata del ricordo delle vittime innocenti di mafia del 21 marzo.

“La confisca dei beni è stata una grande conquista – ha sottolineato la segretaria provinciale della Cgil Lara Ghiglione – perché permette di colpire al cuore il potere economico delle mafie. Trasformare questi luoghi in progetti per la collettività diventa quindi un fatto di straordinario rilievo, non solo simbolico ma anche di sostanza perché in questo bene, dove la solidarietà è elemento di tutta la comunità, si favoriscono anche gli incontri generazionali grazie ai campi della legalità che vedono impegnati i volontari dello Spi. Così come nel “Quarto piano” di via Landinelli, in cui si porta avanti la cultura della legalità con progetti per i giovani e per tutte le associazioni che lo frequentano. Realtà che vogliamo sostenere perché il sindacato ha pagato un prezzo altissimo nel contrasto alle mafie, sono infatti 53 i sindacalisti uccisi ma questo ci ha mai dissuaso in questo lavoro, la Cgil sarà sempre dalla parte delle associazioni che fanno del contrasto alla malavita la loro ragione di essere”.

Valori che da anni a Sarzana e in provincia sono portati avanti dalle ragazze e dai ragazzi di Libera e L'égalité come raccontato da Marco Lorenzo Baruzzo: “E' una storia che parte da lontano – ha spiegato – dalla strage orribile di via dei Georgofili a Firenze e dalla morte ingiusta di Dario Capolicchio, e arriva fino al 2009 quando un gruppo di adolescenti da quella vicenda fa germogliare l'idea di un di un coordinamento di associazioni e il sogno di riabitare i beni confiscati. Parlare di Ghigliolo o di Estate Liberi significa parlare di un pezzo di vita. Quando sognavamo di “conquistare la collina” l'allora Prefetto (oggi a Palermo) ci dava dei sognatori ma da cittadini attivi si siamo spesi per anni affinché quel bene diventasse proprietà del Comune di Sarzana e poi la realtà che è oggi, grazie alla felice intuizione di Ornella Dadà di Cometa e al consorzio con la Comunità Papa Giovanni XXIII come capofila. Quella di Cà Carnevale – ha ricordato Baruzzo – è un'esperienza diversa da ogni altro bene confiscato perché vive quotidianamente e non per un tempo limitato della giornata, porta avanti ogni giorno valori di apertura e di ascolto facendosi carico delle vite degli altri, in linea con l'idea della foresteria che auspichiamo possa presto concretizzarsi”.

“Io e Piera abbiamo deciso di vivere per scelta ciò che altri vivono per condizione – ha proseguito Roberto Bondielli, che con la compagna porta avanti la casa famiglia – ci siamo riconosciuti nella Comunità Papa Giovanni e ci siamo messi in gioco per condividere la nostra vita con gli altri. Abbiamo colto l'opportunità di questo progetto trasversale che ha un fondamento stabile, solido e importante che fra qualche anno lasceremo in mano a d'altri”.
Dopo le testimonianze di due giovani che hanno condiviso l'esperienza formativa di “Estate Liberi” a Ghigliolo (QUI), la segretaria nazionale di Spi Cgil Daniela Cappelli ha concluso: “In giro si parla poco di mafia e bisogna sempre ricordare che la crisi etica ed economica che stiamo vivendo è brodo di coltura della criminalità, dove ci sono dei buchi le mafie si inseriscono e li sfruttano”.

Il crowfunding si può sostenere qui


(immagine di archivio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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