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Ultimo aggiornamento: Sabato 15 Maggio - ore 20.16

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"San Bartolomeo hub per combattere le fughe verso la Toscana"

Lo ha annunciato il presidente della Regione Giovanni Toti nel corso della commissione consiliare in cui ha risposto alle domande sul nuovo ospedale: "Inviato i documenti, siamo in attesa del ministero".

Il futuro del Sant'Andrea

Sarzana - Val di Magra - Regione e Asl vanno avanti convintamente con il progetto del nuovo ospedale. E non potrebbe essere diversamente, visto il punto al quale si è arrivati: in attesa che il ministero della Salute vidimi la documentazione per poter così dare il via alla gara d'appalto per il Partenariato pubblico privato che dovrebbe portare alla realizzazione del nuovo Felettino, forse nel 2025. Ieri pomeriggio i consiglieri di opposizione hanno sollevato dubbi sui conti e sulle modalità d'intervento prescelte nel corso di un'audizione del presidente della Regione e assessore alla Sanità, Giovanni Toti, ma il governatore ha ribadito e rivendicato ancora una volta le decisioni assunte per quel che riguarda il coinvolgimento dei privati nella costruzione della struttura, con conseguenti 25 canoni annuali a carico di Asl, e ha tranquillizzato per quel che riguarda la dotazione di personale futura per la Asl 5. Ad affiancarlo per le risposte di carattere meramente tecnico, nel corso della teleconferenza presieduta da Fabio Cenerini e Oscar Teja, erano presenti il direttore generale del dipartimento Salute e servizi sociali della Regione, Francesco Quaglia, e il direttore generale della Asl 5, Paolo Cavagnaro.

Oltre alle richieste di chiarimenti sull'aumento dei costi e all'auspicio di un maggiore protagonismo da parte di Asl e Comune della Spezia il commissario Guido Melley ha sollevato il tema degli scambi di documenti e comunicazioni tra Regione e Asl, poi ricalcato da Massimo Caratozzolo e Federica Pecunia. Luigi Liguori ha puntato il dito contro la temuta privatizzazione dell'ospedale, mentre Lorenzo Forcieri, scongiurato un parallelo con la storia infinita del Ponte di Messina, ha domandato quale sarà la gestione della fase di transizione, quesito riproposto in un secondo tempo da Paolo Manfredini, e quale la suddivisione delle funzioni tra il Felettino e il San Bartolomeo.

"Più volte ho detto che non sarà un ospedale privato. La fase della costruzione e la gestione, che sarà totalmente in mano ad Asl, sono due cose diverse. Il progetto aggiornato e revisionato nel febbraio scorso, ha un costo da quadro economico pari a complessivi 264.373.045,38 euro, superiore a quello approvato a marzo 2014 e appaltato nello stesso anno. Le ragioni sono diverse: in primis l’aggiornamento dei prezzi, necessario a causa del lungo periodo trascorso dalla redazione del progetto originario, e la revisione indispensabile per adeguare il progetto alle normative vigenti e per migliorarlo in relazione ad alcuni aspetti funzionali e impiantistici. Inoltre è aumentato l’importo relativo ad arredi e attrezzature da acquistare, di cui è stato aggiornato l’elenco sulla base della ricognizione dell’assetto attuale e della proiezione dei fabbisogni aziendali alla data di consegna dell’ospedale. I prezzi delle lavorazioni e delle forniture utilizzati sono quelli dei prezzari ufficiali, così come sono basate sulle tariffe ufficiali le stime delle spese tecniche per progettazione, coordinamento della sicurezza, direzione lavori e collaudi. Tutti gli importi, relativi a lavori, forniture e spese tecniche, sono stati stimati applicando pienamente i corrispondenti prezzi e tariffe vigenti e senza tenere conto dei ribassi ottenibili in fase di gara i quali, plausibilmente, saranno di sensibile entità con la conseguenza di determinare un costo finale dell’opera inferiore a quello del quadro economico attuale".
Il governatore ha ricordato che la copertura finanziaria è garantita da diverse fonti di finanziamento: dalla quota statale ex articolo 20 pari a 104.034.901,30 euro, ancora disponibile a valere sull’accordo di programma del 2013, dalla quota di finanziamento a carico del concessionario per 86.153.526,32 euro, dalla quota a carico del bilancio regionale per 74.184.617,76 euro, di cui 45.430.311,20 euro sono relativi al costo degli arredi e attrezzature (IVA compresa) e saranno impegnati sul bilancio in base al cronoprogramma di realizzazione dei lavori, comunque non prima del 2024, e la restante quota di 28.754.306,56 euro trova copertura sulla disponibilità di complessivi 29 milioni di euro destinati al nuovo ospedale della Spezia con apposita delibera di giunta del 2 marzo scorso. E' sembrata lontana l'ipotesi del ricorso alle risorse del riparto sanitario previste nell'ultima Legge di bilancio, 110 milioni di euro sulla cui destinazione incideranno le esigenze di realizzazione o completamento di altre strutture sanitarie sparse per la Liguria.
Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo Felettino attraverso la concessione di costruzione e gestione quale forma di partenariato pubblico privato, il governatore Toti ha evidenziato che "questa scelta, supportata dai tecnici esperti del settore, consente una semplificazione delle procedure con una evidente riduzione sia dei tempi di realizzazione sia delle possibilità di contenzioso nella fase di costruzione dell’ospedale. Certamente la strada che abbiamo scelto è significativamente più rapida nella partenza dei lavori e non è significativamente più gravosa in termini di costi, visto che assume anche le manutenzioni straordinarie e ordinarie. Altre ipotesi sono state considerate ma – ha aggiunto Toti - è stata fatta questa scelta perché è urgente dare un segnale alla città con la partenza di un cantiere tanto atteso. A fronte delle evidenze sui contenziosi, sugli oneri importanti legati alle manutenzioni e sui vizi occulti che perseguitano gli appalti, riteniamo che questa procedura ci metta in maggiore sicurezza".

Per quanto riguarda l'iter dell'accordo di programma Toti e Quaglia hanno chiarito: "Regione Liguria ha inviato al ministero della Salute tutta la documentazione prevista per legge (delibera e lettera tecnica di accompagnamento) fin dal 19 marzo scorso, compresa l’indicazione dei nostri componenti della Commissione paritetica. Riteniamo che un mese di tempo, in piena pandemia, per la scelta da parte del ministero dei loro componenti della Commissione sia ragionevole e sono certo che la presenza del sottosegretario Costa, spezzino, potrà darci una mano. Penso che sia una questione di giorni, noi siamo in solerte e sollecita attesa della convocazione. L'altro ieri è arrivata una richiesta di ulteriore documentazione da Roma e ieri abbiamo risposto fornendo il Piano economico finanziario e la documentazione relativa".

Dina Nobili è tornata indietro nel tempo, chiedendo le motivazioni del tempo perso sull'approvazione di una variante al progetto chiesta da Pessina, l'ex titolare dell'appalto, e Massimo Lombardi ha domandato delucidazioni sui servizi che saranno affidati al privato che si aggiudicherà l'appalto.
"Sono assegnati al privato esclusivamente i servizi correlati alla gestione tecnica dell’opera, ovvero la manutenzione ordinaria e straordinaria" mentre, ha detto Toti, "rimangono pubblici non solo la gestione clinico sanitaria ma anche i servizi alberghieri (ad esempio ristorazione, lavanderia e pulizie), di gestione di tecnologie medicali, così da lasciare alla Asl piena libertà in relazione alle strategie di erogazione di questi servizi, non sanitari. La stessa scelta è stata operata in relazione ai servizi commerciali (bar, edicola e soprattutto i parcheggi), per consentire alla Asl una totale libertà nella definizione delle condizioni commerciali da praticare all’utenza della struttura".
Nel corso del dibattito, rispondendo anche alle domande pervenute da Donatella Del Turco, il presidente ha poi spiegato che "il piano di transizione fino alla realizzazione del nuovo Felettino prevede interventi straordinari per le strutture esistenti, con un potenziamento degli organici" e ha rassicurato sul fatto che "i nostri legali non paventano ritardi nel percorso del nuovo ospedale legati al contenzioso in atto con la ditta Pessina”.
Per quanto riguarda il futuro del Sant’Andrea, Toti ha spiegato che "è un’opportunità che abbiamo lasciato in bianco perché il piano economico finanziario del Felettino regge perfettamente anche senza l’alienazione dell’attuale ospedale, che riteniamo ospiterà anche ambulatori e distretti della Asl5. Non c’è l’intenzione dell’alienazione, a meno che non si presentino opportunità per la città che potremo condividere e valutare in futuro". E sul San Bartolomeo, sollecitato ancora da Forcieri, Toti ha concluso: "L’ospedale di Sarzana dovrà avere in futuro un ruolo centrale nel contenimento delle fughe verso la Toscana".

Melley, ribadita la convinzione che una cabina di regia spezzina, vista l'esperienza recente, sarebbe per lo meno consigliabile, ha suggerito di ricorrere a mutui flessibili, che assicurerebbero meno oneri per la Asl. Ma Toti ha sottolineato che il partenariato pubblico privato garantisce tempi inferiori per la realizzazione del progetto.

Infine è stata data risposta ai quesiti di Marco Raffaelli, riguardo all'applicazione del decreto Balduzzi e al rischio di riduzione dell'offerta sanitaria per gli spezzini.
A prendere la parola è stato il direttore Cavagnaro, fornendo anche il cronoprogramma delle assuzioni previste nelle prossime settimane.
"Il primo maggio prenderà servizio il nuovo direttore di Ginecologia e ostetricia, con l'obiettivo dichiarato di migliorare la situazione in Val di Magra per contenere le fughe in questo settore. Venerdì ci sarà l'espletamento del bando per il direttore di Pediatria. Il 2 maggio scadono i termini per partecipare al bando per il nuovo direttore di Igiene sanità pubblica e degli alimenti e dei tre direttori di Distretti. E da venerdì procederemo alla pubblicazione della graduatoria di 65 infermieri con contratto di un anno prorogabile di uno. E rimaniamo in attesa del concorso a tempo indeterminato che dovrà essere indetto dalla Regione. Per quanto riguarda il decreto Balduzzi - ha concluso Cavagnaro - si è dibattuto per molti anni, e ovviamente va rispettato. Credo sia prematuro fare ragionamenti: in fase di transizione entrambi gli ospedali sono importanti per la riduzione di liste d'attesa specialistiche e chirurgiche. Restano tutte strutture complesse che ci sono oggi. E anzi ci sono servizi che dovranno necessariamente essere potenziati per poter offrire un servizio adeguato all'interno di un nuovo ospedale, come dermatologia. Il vero problema è che mancano i medici di medicina generale e di guardia medica. Per il concorso di medicina interna abbiamo ben otto posti, spero vivamente che ci siano almeno nove concorrenti".

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