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"Revocata sala consiliare a meno di un mese dal matrimonio, era così difficile avvisare prima?"

La lettera dell'architetto Stefania Barion al sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli: "Il 29 giugno comunicato lo spostamento nella stanza del sindaco, dove non ci sarà posto neppure per il nonno centenario".

"Esigenze istituzionali?"
Comune di Sarzana

Sarzana - Val di Magra - “Gentile signor Sindaco, la scrivente arch. Stefania Barion – che è stata negli anni '80 la progettista e la direttrice dei lavori di restauro del Palazzo Comunale che La ospita insieme agli uffici dell'Ente da Lei guidato - aveva prenotato, tramite suo figlio, fin dallo scorso 25 gennaio - l'aula consiliare per la celebrazione del matrimonio civile del figlio stesso, matrimonio già rinviato di un anno a causa del covid. La data fissata era il 23 luglio 2021 (sei mesi dopo la prenotazione) e né al momento della presentazione della richiesta né successivamente in tempo utile è mai stata comunicata una di quelle 'sopraggiunte e motivate esigenze istituzionali che rendano necessario l'uso della sala' e che sole legittimano la unilaterale decisione di dirottare i matrimoni nella sala del gabinetto del Sindaco (art.4 del relativo Regolamento). Soltanto lo scorso 29 giugno – quando le partecipazioni erano già state spedite da tempo e gli addobbi floreali per l'atrio e la sala già ordinati – veniva comunicata alla coppia dei futuri sposi la decisione di revocare la disponibilità dell'aula consiliare, lo spostamento nel gabinetto del Sindaco, la necessità di entrare dal retro, dove stazionano stabilmente i tavoli di una pizzeria e di attraversare un atrio ingombro di strumenti musicali e di altre attrezzature...”. Si apre così la lettera indirizzata dall'architetto Barion alla prima cittadina Cristina Ponzanelli.

Nella missiva al sindaco, l'architetto scrive poi di aver “chiesto invano alla Sua segreteria che mi venisse fissato un appuntamento per parlare personalmente con Lei. La richiesta è stata puntualmente disattesa. Premesso che non ho nulla contro le varie manifestazioni canore e ludiche di altro genere che si svolgono a Sarzana, mi sorgono spontanee alcune domande: risultava così difficile per la macchina comunale avvisare prima delle modifiche, visto che la nostra richiesta della sala consiliare risale al mese di gennaio? Ciò avrebbe consentito di anticipare il programmato matrimonio prima di averne ufficializzata e resa nota la data. È giusto privare una coppia di giovani concittadini della prospettiva di contrarre le proprie nozze nel luogo più tradizionale ed accogliente di celebrazione dei matrimoni civili a Sarzana? Il gabinetto del Sindaco non può ospitare più di dieci persone, e dunque nessuno più di celebrante, ufficiale dell'anagrafe, sposi, genitori e testimoni: non ci sarà posto neppure per il nonno centenario della sposa...”

E ancora, “in qualità di progettista del restauro del Palazzo Civico, raro esempio di architettura del '400 nella nostra zona (come ebbi a dire nella mia relazione di allora - pensato da un grande architetto e realizzato da un grande capomastro -) adibito ad un uso pubblico ed istituzionale fin dalla sua origine”, la scrivente domanda alla sindaca: “è giusto adibire i suoi spazi più prestigiosi - quali l'aula consiliare e l'atrio monumentale, ricco di testimonianze storiche di arte lapidaria - a 'retrobottega, magazzino e spogliatoio', sottraendolo anche alla libera fruizione da parte dei numerosi visitatori della nostra cittadina? La funzione che durante queste kermesse canore e ludiche viene attribuita a questa struttura (ribadisco, quella di magazzino-spogliatoio) corrisponde davvero a 'esigenze istituzionali' oppure non ci si pone il problema in quanto si tratta di accontentare una parte di cives trascurando una piccola comunità di cittadini, i quali – essendo cives anch'essi - credo rivendichino giustamente il loro diritto di fruire soltanto per un’ora di quegli spazi civici?”.

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