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"Peracchini mollato da Giampedrone. Ora faccia rispettare Piano rifiuti"

L'intervento di Comitato Sarzana, che botta!, No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva e Italia Nostra.

"Spezia pattumiera di Genova"

Sarzana - Val di Magra - Comitato Sarzana, che botta!, No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva e Italia Nostra rinfocolano il dibattito sul biodigestore di Saliceti. "Nella relazione del Progetto di digestore per la Forsu a Saliceti, Iren (Recos) rivendica il diritto di costruire impianti di trattamento dei rifiuti nella nostra provincia in virtù di una gara vinta. L’8 gennaio, dopo la segnalazione all’Autorità Anticorruzione (ANAC) da parte del Comitato Sarzana, che botta! delle presunte violazioni del Codice degli appalti, il presidente di Recos, avvocato Piercarlo Castagnetti si affrettò a scrivere ai sindaci e alla stampa che quella gara del 2016 era stata regolarmente aggiudicata e che non poteva essere rimessa in discussione. Esattamente quello che sosteniamo. Ma quella gara è stata disattesa. Prevedeva un digestore a Boscalino adeguato a soddisfare le esigenze della Spezia ed eventualmente del Tigullio. Ora l’assessore regionale ai rifiuti Giacomo Raul Giampedrone, o perché non sa di cosa parla o perché spera di confondere le carte, afferma che 'non si ravvisano dirette correlazioni tra il progetto di Recos e la gara del 2016 gestita da Acam' per la gestione dell’impianto di Boscalino. Si faccia dare la lettera dell’avvocato Castagnetti e si rinfreschi le idee", scrivono i sodalizi in una nota.

"Noi - proseguono - pensiamo che non sanno come uscirne. La Provincia è garante di quella gara e del contratto di servizio che ne è seguito: deve farne rispettare i contenuti. Il progetto Saliceti per quantità di rifiuti organici da trattare (120.000 tonnellate) e valore dell’investimento (50,6 milioni di euro) esorbita i confini della gara: investimento di 7,7 milioni, 23.000 tonnellate di organico spezzino più le quantità del Tigullio. Il valore dell’affare lievita oltre il 64 per cento. Il Codice degli appalti non lo consente. Il presidente della Provincia Pierluigi Peracchini è preoccupato. Il suo ente deve far rispettare l’esito della gara. Per questo si è inventato la 'trattativa' con Recos su quantità, tariffe, costo d’investimento. Ma il suo assessore regionale e compagno di partito Giampedrone, lo ha mollato. Ha sentenziato: 'L’approvazione dell’ordine del giorno (di Peracchini) in consiglio provinciale non apporta nuovi elementi' al progetto di Recos Iren. Insomma Peracchini ha venduto fumo. Anche e soprattutto quando ha tentato di far credere di voler limitare il traffico di rifiuti da Genova. Giampedrone ha replicato: 'L’impianto ha un ruolo strategico nell’assetto impiantistico regionale'. Tradotto per gli alleati di centrodestra e per gli illusi di centrosinistra: La Spezia è la pattumiera che la Regione ha messo al servizio di Genova. Infatti, il digestore per la Forsu e il TMB di Saliceti sono soprattutto a servizio al Tigullio, al Golfo Paradiso e a dieci comuni genovesi per chiudere il ciclo dei rifiuti. E a Iren per incrementare ben oltre i limiti della gara d’appalto il suo business".

Per gli attivisti "Giampedrone ne ha sparata un’altra: il progetto Saliceti è coerente con la pianificazione provinciale e regionale. Dimentica che proprio lui il 9 agosto 2018 annunciava con grande enfasi su tutte le cronache che il sito del digestore era Boscalino e che il Piano d’area aveva superato la VAS. Di recente il TAR gli ha dato ragione: la VAS fu correttamente seguita. Peracchini deve far rispettare il Piano d’area contro l’arroganza di Recos e della Regione".

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