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"Giardini Bocca di Magra: là dove c'era l'erba adesso c'è... l'asfalto natura"

Intervento del Comitato Bocca di Magra.

"Mai vero confronto, solo eventi informativi"
Giardini di Bocca di Magra

Sarzana - Val di Magra - Dopo dieci mesi di proteste aprono gli ex-Giardini di Bocca di Magra. Là dove c'era l'erba ora c'è...l'asfalto natura. Una “piazza polifunzionale” all’interno di un “parco urbano” firmato dall’architetto Giuseppe Lunardini, che è intervenuto sulla foce del Magra senza adeguato approfondimento storico e paesaggistico. La natura distruttiva dell’intervento si è rivelata agli abitanti soltanto a cantiere aperto, alla metà del giugno scorso, quando l’abbattimento di cinque alberi sani e pluridecennali ha provocato una protesta spontanea da parte di alcune donne del paese che hanno impedito il taglio del grande eucalipto sopravvissuto. Da quella protesta è nato, spontaneo e apartitico, il Comitato di Bocca di Magra che in poche settimane ha raccolto l’adesione di centinaia di firme tra locali, foresti e villeggianti.

Il Comitato ha fin da subito chiesto all’Amministrazione del Comune di Ameglia un confronto improntato ad un dialogo sincero e costruttivo. Il Sindaco Andrea De Ranieri, all’inizio di luglio, ha concesso un unico incontro ai portavoce del Comitato dove sono emersi nuovi elementi che reclamavano adeguati approfondimenti. Le richieste del Comitato hanno però ricevuto un’unica risposta da parte del Sindaco: una diffida indirizzata ai portavoce del Comitato. Nei mesi seguenti le molte lettere protocollate sono cadute nel vuoto. Oltre al Sindaco, il Comitato si è rivolto senza esito anche al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e all’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone, sempre seguendo una corretta prassi istituzionale e sempre alla ricerca di un confronto costruttivo.

Soltanto a gennaio, dopo mesi di scritture dove il Comitato chiedeva informazioni sugli ulteriori progetti che avrebbero interessato Bocca di Magra, l’Assessore Andrea Bernava ha concesso un incontro pubblico on-line con l’architetto Lunardini. Con grande sorpresa e disattendendo ogni speranza, è stato presentato il progetto esecutivo del Lotto 2 (oggi in realizzazione) in una fase di elaborazione impossibile da modificare nelle parti strutturali, quelle cioè di maggiore impatto. Come già accaduto in precedenza per il progetto agli ex-Giardini, i momenti di confronto dell’Amministrazione con la cittadinanza sono stati meri eventi informativi anziché occasioni per l’elaborazione di soluzioni condivise attraverso la progettazione partecipata dello spazio pubblico.

I vecchi giardini di Bocca di Magra, che da anni versavano in uno stato di progressivo degrado, certamente necessitavano di un intervento di “riqualificazione”. Ma anziché un intervento così trasformativo e dispendioso, il taglio di alberi pluridecennali e l’impermeabilizzazione del suolo, l’Amministrazione avrebbe potuto eseguire un intervento straordinario di ripristino e restauro conservativo dell’esistente, con minore spesa e in tempi più contenuti. Il progetto agli ex-Giardini, che oggi continua in quello del Lotto 2 (la parte terminale del lungofiume), nato con l’intenzione di mitigare la presenza del muro anti-piena in realtà è in continuità con quell’approccio aggressivo e non sostenibile che nei decenni ha esasperano la cementificazione delle rive del fiume Magra. Le conseguenze di questo malgoverno del territorio, oggi sotto agli occhi di tutti, saranno una pesante eredità che lasciamo alle giovani generazioni.

Comitato Bocca di Magra

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