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"Digestore è attacco a biodiversità e integrità delle acque"

Domani la petizione di Comuni e movimenti esaminata dalla Commissione europea.

Saliceti

Sarzana - Val di Magra - “Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare: a) senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna; b) senza causare inconvenienti da rumori od odori e c) senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse”. Si apre con una citazione di una direttiva europea del 2008 (“citata dalla Corte di Giustizia Europea dell’8 maggio 2019”, ricordano) l'intervento oggi diffuso dai comitati Sarzana, che botta!, No biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune, le associazioni Cittadinanzattiva e Italia Nostra. “Il digestore per rifiuti organici di Saliceti – continuano -, con il rischio da nessuno escluso di possibile inquinamento della falda acquifera, con i camini di trenta metri dai quali usciranno odori e almeno 4 milioni di CO2 l’anno e altre sostanze, risponde ai principi della normativa europea? La direttiva non è isolata. Nel 1992, un’altra, recepita nel 1997, puntualizza: “Nei siti Rete Natura 2000 …..non sono ammessi aperture di nuove discariche e impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti ovvero l’ampliamento degli esistenti”. Il sito di Saliceti dista 75 metri dal confine del Parco Magra, zona di particolare tutela della biodiversità, compreso nella Rete Natura 2000 della Comunità Europea. Per la Ue lo Stato membro deve prendere le misure necessarie per tutelare acqua, aria, flora e fauna. Come può il ministero della Transizione ecologica continuare a ripetere che i rifiuti sono di competenza regionale e a ignorare che il progetto di Recos-Iren di realizzare un investimento da 50,6 milioni di euro, equivalente a prezzi di mercato a un impianto da 120.000 tonnellate, mette a rischio una culla della biodiversità in Liguria?”.

Comitati e associazioni hanno chiesto al ministro Stefano Cingolani di farsi carico di queste questioni, “lasciate in sospeso dal suo predecessore (l'ex ministro Costa, ndr)”, riproponendo gli studi del professor Giovanni Raggi e l’Atlante degli acquiferi di Acam “per evidenziare il rischio della falda, che, in caso di sversamento di derivati dell’azoto, verrebbe compromessa in venti giorni con buona pace dei principi di precauzione e prevenzione che ispirano tutta la legislazione europea”. E con una nuova relazione, redatta da un gruppo di studio dei comitati Botta e No Digestore, “viene richiamata l’attenzione del ministro sulla ricca biodiversità del Parco Magra, salvaguardata fino a oggi da finanziamenti della Comunità Europea. Ci sono specie di uccelli tutelate dalla Comunità europea, come la rondine rossiccia o il merlo acquaiolo: la Regione che ha approvato il progetto Saliceti pensa di addestrarli a tenersi lontani dalle dieci ciminiere alte trenta metri che irroreranno odori e CO2? Poi ci sono i pesci. La lampreda di mare, fossile vivente che si credeva estinto nel mondo. E’ stato salvato con un programma di finanziamento italo europeo di oltre un milione di euro. E la lampreda di fiume, che in Italia si riteneva estinta. Guarda caso sono state ignorate nella relazione Recos di screening di Valutazione d’incidenza ambientale”.

“L’attacco alla biodiversità e all’integrità delle acque – concludono comitati e associazioni - sarà portata all’attenzione anche della Commissione europea che domani, mercoledì, alle ore 15 esaminerà una petizione dei Comuni e dei movimenti ecologisti che si oppongono al Progetto Saliceti”. Il dibattito potrà essere seguito al link: http://www.europarl.europa.eu/committees/it/peti/home/highlights

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