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"Project financing per la Pontremolese? Un'utile provocazione"

Intervento di Egidio Banti, responsabile enti locali associazione Lunezia.

La proposta degli spedizionieri

Lunigiana - In concomitanza con il recente convegno online che abbiamo promosso come “Lunezia”, si è ravvivato il dibattito sulla ferrovia Pontremolese Spezia – Parma, e questo è di buon auspicio in vista dell’entrata in carica del nuovo commissario straordinario designato dal governo, l’ing. Mariano Ciocchetti di RFI. La stessa proposta, in sé abbastanza provocatoria, del presidente dell’associazione spedizionieri spezzini Andrea Fontana, di realizzare il nuovo tunnel di valico con un’operazione di project finance, ovvero con l’apporto di capitale privato, indica l’attenzione delle categorie economiche non solo di Spezia, ma dell’intero sistema portuale dell’alto Tirreno a quella che, di fatto, resta l’operazione centrale della prospettiva “Tirreno – Brennero”.
C’è da dire, purtroppo, che l’inserimento dei 2,3 miliardi di euro della cosiddetta “fase 2” della Pontremolese nel programma del Recovery plan è praticamente impossibile. L’opera, infatti, al momento non è cantierabile, mancando i progetti definitivi sia della galleria di valico sia della nuova stazione di Fornovo, con relativo attraversamento della città, almeno parzialmente in tunnel (fortemente contrastato dalle amministrazioni locali). Per presto che si faccia, i tempi non saranno compatibili con quelli che ci chiede l’Europa. Vorrei ricordare, al riguardo, che non è stato ancora sciolto il nodo del progetto definitivo. La lunghezza del tunnel non prevede, per ragioni di sicurezza, il doppio binario e, almeno sinora, si è sempre sostenuto che la nuova galleria, a canna unica, servirà per i soli treni merci “pari”, cioè in salita da Pontremoli a Grondola, dove l’acclività è maggiore. I merci “dispari” scenderebbero verso la Val di Magra utilizzando la vecchia linea, con la galleria del Borgallo a doppio binario. Ugualmente i treni passeggeri non potranno utilizzare la nuova galleria, in quanto essa taglia fuori le stazioni di Pontremoli e di Borgo Val di Taro (oggi non c’è un solo treno passeggeri che sulla Pontremolese non fermi a Borgo).
L’eventuale progetto di costruzione e gestione privata non credo potrebbe “reggere” economicamente con la gestione della sola galleria come progettata oggi (treni solo in salita e niente passeggeri). L'ipotesi di far circolare tutti i treni su un unico binario di galleria, utilizzando la programmazione elettronica, non sembra compatibile, se non in piccola parte, con la prospettiva di un incremento del traffico. I casi sarebbero dunque due: o si raddoppia il costo realizzando una doppia “canna”, o si affida in gestione al privato non solo la nuova galleria da lui costruita in project financing, ma l’intera tratta Vezzano Ligure – Fornovo. Il che è ugualmente improbabile: come è noto, la gestione del TPL passeggeri è affidata dalle Regioni mediante gara (in genere le vince Trenitalia) e per derogare ci vorrebbero fior di leggi, con ulteriore allungamento dei tempi. Per questo ho parlato prima di "provocazione". Però, come detto, ogni “provocazione” può essere utile, se accompagnata da interventi concreti sulle autorità competenti. Va osservato che l’ing. Ciocchetti non è il primo commissario straordinario nominato dal governo per la Pontremolese. Già con DPCM del 5 agosto 2009 ne era stato nominato un altro, l’ing. Paolo Besozzi, dirigente autostradale, e però non andò molto avanti. Non appena il nuovo commissario sarà in carica, ritengo importante che possa venire alla Spezia per assicurare che non si occuperà solo di Genova e del Terzo Valico, e che possa aiutare un territorio che della Pontremolese ha grande bisogno per uscire dalle secche e dai “contentini” di questi ultimi anni.

Egidio Banti, responsabile enti locali associazione Lunezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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