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Gli anni Sessanta, il Sessantotto e Umberto Roffo. Ricordi e riflessioni a Montignoso

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 Gli anni Sessanta, il Sessantotto e Umberto Roffo. Ricordi e riflessioni a Montignoso

Lunigiana - Lunedì 12 luglio, al Salotto letterario “Libri nascosti di Umberto Roffo” a Cinquale di Montignoso, si è inaugurata la stagione con Giorgio Pagano, ex Sindaco della Spezia, che ha presentato il secondo Volume del libro scritto con Maria Cristina Mirabello “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”, intitolato “Dalla Primavera di Praga all’Autunno Caldo”, che si sofferma sul periodo luglio 1968-dicembre 1969.
Un pubblico attento e molto numeroso ha ripercorso con l’autore tutti gli anni Sessanta -su cui si sofferma anche il primo Volume del libro, “Dai moti del 1960 al Maggio francese”. Pagano era accompagnato da Marco Rovelli, musicista e scrittore, e da Ivan Carozzi, scrittore.
La serata è stata aperta da Chiara Roffo -Associazione Culturale Memoranda- in ricordo dell’opera svolta dal padre Umberto, definito dall’autore il più poetico, romantico e fantasioso di tutti gli studenti del Chimico di Carrara (con Franco Capovani capo politico).
Storia del movimento studentesco e operaio che si uniscono nel criticare la società autoritaria e di classe, dove Che Guevara e don Milani sono le figure tra le più citate tra i giovani.
Il ricordo dell’autore nel suo primo giorno di scuola alle superiori, dove il morso a un orecchio di un comunista a un fascista passa in secondo piano rispetto al massacro dei giovani in piazza delle Tre Culture a Città del Messico, origine dello sciopero contro cui ci fu l’aggressione fascista.
Le storie della “fruga” in fabbrica, umiliante per gli uomini e soprattutto per le donne, come il modo di fare i bisogni fisiologici, sempre sotto lo sguardo attento e prepotente dei capi.
Il Sessantotto è giovanile, è rivolta dei giovani contro la generazione degli adulti, ma in fabbrica riunisce le varie generazioni nel nome della “memoria di classe”.
Oltre 340 testimonianze per un libro unico nel suo genere.
Serata improntata anche su due storiche canzoni, cantate da Marco Rovelli, “Hasta siempre comandante” e “Vecchia piccola borghesia”.
Conclusione di Giorgio Pagano, che ha ricordato il prossimo centenario dei “Fatti di Sarzana” -quando gli Arditi del popolo cacciarono, il 21 luglio 1921, i fascisti- e la partecipazione ai “Fatti” degli Arditi del popolo di Montignoso, e ha reso omaggio a una generazione di libertari che in seguito tennero in scacco il fascismo per quasi due anni, spostandosi di continuo tra le Apuane. Uno di loro, Balilla Grillotti, combatté nella Resistenza in Liguria e fu fucilato dalle brigate nere: la sua lettera ai familiari dal carcere di Marassi è pubblicata in quello che Pagano ha definito “il libro più bello”, le “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”.

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