Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno - ore 19.34

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Anche Giani all'inaugurazione del monumento dedicato al partigiano Luciano Gianello

Il 2 giugno
Anche Giani all'inaugurazione del monumento dedicato al partigiano Luciano Gianello

Lunigiana - Mercoledì 2 giugno ricorre il 75° anniversario della Festa della Repubblica e Aulla lo celebrerà con l’inaugurazione della nuova collocazione del monumento dedicato al partigiano Luciano Gianello, detto “Mirko”, insignito della medaglia d’argento al merito civile.
Organizzata dal Comune di Aulla e dall’ANPI intercomunale di Licciana Nardi, Aulla, Comano e Podenzana, in collaborazione con la sezione ANMIG di Aulla, l’inaugurazione vedrà la presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e si svolgerà dalle 11.30 nella più centrale piazza della Vittoria, luogo nel quale il monumento verrà spostato dalla sede della Pubblica Assistenza “Croce Bianca”, ubicata nei pressi del campo sportivo Quartieri.
La manifestazione in programma mercoledì 2 giugno, che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti covid, vedrà i saluti del sindaco di Aulla, Roberto Valettini, e del presidente dell’ANPI intercomunale di Licciana Nardi, Aulla, Comano e Podenzana, Luigi Leonardi, mentre l’introduzione sarà a cura della delegata alla memoria del Comune di Aulla, Marina Pratici.
Seguiranno i contributi delle autorità presenti, quindi vi sarà l’orazione ufficiale del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a concludere la cerimonia.

Per fare comprendere l’importanza storica sul campo del partigiano “Mirko”, basti sapere che Luciano Gianello, all’età di 18 anni, subito dopo l’8 settembre 1943 entra nella I^ Brigata Beretta della Divisione Cisa; successivamente farà parte del Battaglione Picelli/Matteotti, prima al comando di Fermo Ognibene “Alberto”, poi, alla morte di questi, di Dante Castellucci “Facio”.
Con “Facio” e altri otto uomini sarà protagonista di quell’epico scontro con i nazisti tedeschi e i fascisti italiani, ricordato come la battaglia del Lago Santo, durante il quale i nove partigiani resistettero e respinsero un’ottantina di soldati nemici il 18 marzo 1944.
Nel luglio del 1944, dopo la morte di “Facio”, comandante del Picelli/Matteotti diventerà Nello Quartieri “Italiano”, altra figura lunigianese di spessore, e “Mirko” avrà importanti e delicati compiti, in particolare a lui affidati dalla Missione Inglese (British Mission in the Field), che si congratulerà con lui “per aver operato molto bene“.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ventenne, dopo aver messo in gioco la sua vita, sarà tra i protagonisti della ricostruzione, iniziando proprio dalla prima attività necessaria del dopoguerra: lo sminamento.
L'esercito nazista, infatti, aveva sistemato migliaia di mine antiuomo e anticarro ovunque.
La bonifica del terreno era una operazione molto complessa ed estremamente rischiosa, a causa dei vari tipi di ordigni esplosivi che si potevano incontrare.
Tra i pochi sminatori presenti sul territorio nazionale ci fu anche Luciano Gianello.
Fu ad Aulla, nel greto del torrente Taverone, che la sua ultima mina esplose, rubandogli la vita.
Era il 22 novembre 1945.
Per questo si può dire che fu uomo della ricostruzione.
Se l’Italia riuscì a rialzare la testa dopo la terribile prova dell’ultimo conflitto mondiale e a ricostruire il proprio tessuto di infrastrutture e di servizi, i paesi, le industrie, molto si deve all’eroico lavoro degli sminatori per la bonifica di campi minati.
Ex combattenti e civili volontari alle dipendenze del Genio Militare, dal 1945 al 1948 liberarono il territorio italiano da un enorme numero di ordigni bellici, ponendo le essenziali basi di sicurezza per la ricostruzione delle zone devastate dalla guerra.
In tre anni furono 2500 gli sminatori civili impegnati in tutta Italia nella lunga, complessa e rischiosa opera di bonifica: 393 di essi persero la vita e più di 500 rimasero feriti e mutilati, una percentuale di perdite più alta di quella delle truppe combattenti.
Si stima il numero degli ordigni disseminati in circa 9 milioni, di cui 4 estratti e disinnescati. Numerosi bambini e adulti perderanno la vita per aver maneggiato mine o altri ordigni esplosivi.
Chi ha i capelli bianchi, infatti, ricorda i manifesti affissi nelle scuole e in altre varie zone, ancora negli anni ’60, per informare dei pericoli derivanti dagli ordigni disseminati sul territorio.
Raffiguravano bambini con arti amputati, a fianco i vari tipi di bombe, e sullo sfondo le fiamme che divampavano per l’esplosione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News