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Spese pazze, assolti tutti i consiglieri regionali coinvolti

"Il fatto non sussiste"
Tribunale di Genova

Liguria - Sono stati tutti assolti in Appello gli ex consiglieri regionali coinvolti nel processo "Spese pazze" scaturito dalle indagini sui rimborsi tra il 2010 e il 2012.
Assolto, perché il fatto non sussiste, dall'accusa di falso e peculato anche l'ex viceministro Edoardo Rixi, che in primo anno era stato condannato a tre anni e cinque mesi.

Con Rixi sono stati assolti Michele Boffa, ex presidente del Consiglio regionale (Pd), Antonino Miceli (Pd), Marco Melgrati (Fi), Luigi Morgillo (Fi), Matteo Rosso (Fi), Gino Garibaldi (Fi), Franco Rocca (Fi), Alessio Saso (Ncd), Francesco Bruzzone, senatore della Lega, allora presidente del Consiglio regionale, Marco Limoncini (Udc), Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando), Aldo Siri (Lista Biasotti), Raffaella Della Bianca (Fi), Roberta Gasco (Udeur), Marilyn Fusco (Idv), Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), Matteo Rossi e Alessandro Benzi, entrambi in Sel. Per loro le pene in primo grado andavano da 3 anni e due mesi a 2 anni e un mese. Erano stati assolti in primo grado Massimo Donzella (Udc), Ezio Chiesa (Pd) e Stefano Quaini, ex Idv e Sel.

Secondo l'accusa i consiglieri regionali negli anni 2010/2012 si sarebbero fatti rimborsare con soldi pubblici, spacciandole per spese istituzionali: cene, viaggi, gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini. In alcuni casi, secondo l'accusa, venivano consegnate ricevute che erano state dimenticate da ignari avventori. In altri venivano modificati gli importi a mano. Per un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro. Le pezze giustificative, molto spesso, si riferivano a periodi festivi: Natale, Capodanno, Pasqua e Pasquetta, 25 Aprile e Primo Maggio. Giorni "sospetti" per l'accusa per svolgere attività istituzionale.

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