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Rimpasto, Toti punta su Costa. In Forza Italia è Cenerini contro Bagnasco

Fumata grigia anche nel corso dell'ultimo finesettimana. Il capogruppo azzurro si scaglia contro il coordinatore regionale perché sostiene che vorrebbe eseguire i desiderata del governatore e indebolire il partito in provincia.

La sala del Consiglio comunale della Spezia

Liguria - Il braccio di ferro in corso per la nomina dell'assessore che completerà il rimpasto della giunta spezzina si incrocia con le questioni interne a Forza Italia, partito che negli ultimi anni, soprattutto in Liguria, ha risentito della nascita degli arancioni di Toti e poi di Cambiamo.
Il week end appena trascorso ha visto un incontro tra il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, ma la quadra è ancora da perfezionare. Il governatore spinge per la nomina di Andrea Costa, ma il primo cittadino fa resistenza, facendo pesare il drastico ridimensionamento che La Spezia popolare ha avuto in consiglio comunale, passando da tre consiglieri e un assessore a un solo consigliere, con gli addii di Marco Tarabugi e Umberto Costantini e l'allontanamento di Kristopher Casati dal movimento fondato dall'ex sindaco di Beverino.

Sembra certo che l'eventuale nomina di Costa creerebbe qualche malumore all'interno della maggioranza a Palazzo civico, ma c'è di più, come dimostra la nota stampa diramata da Fabio Cenerini, coordinatore provinciale e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale.
"Oggi ho inviato una lunga lettera al presidente del mio partito Silvio Berlusconi, perché se c’è qualcosa che non sopporto sono la slealtà e il tradimento e a questo punto in Liguria urge fare chiarezza, a causa dei comportamenti del coordinatore regionale Carlo Bagnasco. Mi sono preso alcuni giorni per riflettere dopo l’ultima bravata che ha fatto: la nomina a commissario comunale della Spezia, non concordata, di un ragazzo di Sarzana. Ci vuole veramente un genio per rilanciare il partito nel comune della Spezia, a nominare uno di Sarzana, che guarda caso lavora a Rapallo. Le dichiarazioni di Bagnasco sono false e offensive verso il gruppo consiliare spezzino, ovvero il sottoscritto e il consigliere Peserico, che si impegnano quotidianamente. Nella sua pochezza Bagnasco non arriva nemmeno a capire che proprio Spezia è l’unico comune della provincia dove Forza Italia è presente, attiva e determinante. Vorrei ricordargli che pur non essendo in giunta abbiamo determinato scelte e stoppato situazioni che non ci piacevano. A breve arriverà da votare in consiglio comunale il nuovo piano del commercio e il regolamento per l’edilizia pubblica, dove Forza Italia si è impuntata e forse non se ne prenderà i meriti, ma se molti cittadini italiani, che aspettano una casa popolare da anni, l’avranno finalmente, in gran parte il merito sarà nostro".

Cenerini ripercorre tutte le tappe del rapporto con il coordinatore ligure azzurro, accusandolo di non essersi "minimamente occupato di Spezia, anzi anche da Rapallo ha fatto danni, cercando di affossare il partito spezzino. L’assessore Paolo Asti, da sempre di Forza Italia, è andato a parlargli e dopo poco è uscito dal partito. Il consigliere Oscar Teja, che era rimasto con FI dopo la scissione, per un anno ha chiesto tramite me un incontro del gruppo consiliare con Bagnasco, ma Carlo non ha trovato il tempo da dedicare al gruppo del secondo comune della Liguria e così - prosegue Cenerini - abbiamo perso anche Oscar. Adesso si occupa di Spezia, con un solo scopo: far fuori Cenerini! Ma chi è il commissario comunale che ha nominato? Questo ragazzo sarzanese a quanto riportato dai media si professa un berlusconiano, peccato che notoriamente sia il braccio destro di Cavarra al quale i Bagnasco vogliono consegnare il partito. Obbligato anni fa a far pubblica ammenda dichiarandosi antifascista, visto che pur nei giovani del Pd faceva post su Facebook inneggianti al fascismo, ma amici del Pd mi dicono che fu espulso e poi riammesso, imposto da Cavarra nella segreteria provinciale e presidente del circolo sarzanese più rosso (Nave 2019), poi ha seguito Cavarra in Italia viva dalla quale è uscito a luglio 2020. Questo fenomeno, che deve rilanciare l’attività del partito, ha fatto al massimo 30/40 iscritti. Bagnasco ha provato a sostituirmi con lui il 28 gennaio, commissariandomi con una lettera non firmata inviatami al mattino, la sera stessa il coerente Carlo in una lunghissima telefonata, mi diceva che gli erano arrivate più telefonate da Roma, sul fatto che lui non poteva farlo, visto che ero stato nominato da Berlusconi, in grande difficoltà mi diceva di non considerare la lettera. Nel frattempo, stupidamente, aveva informato i totiani che mi aveva fatto fuori. Da lì arriviamo a sabato 13 febbraio".
Cenerini entra nel merito degli ultimi scambi: "Pranzo con Bagnasco, presente anche il padre Roberto che è una specie di amministratore di sostegno del figlio, l’incontro verte su due temi: assessorato alla Spezia e ingresso nel partito del gruppo Cavarra. Mi viene detto, ma già lo sapevo, che in una riunione della sera prima alla presenza del presidente Toti è stato deciso che l’assessore alla Spezia lo deve fare Andrea Costa, leader di Liguria popolare, anche in quota a Forza Italia, motivo? Perché lo vuole Toti. Sul partito faccio presente chi sono quelli che vogliono far entrare loro e poi gli chiedo se sanno che fra gli iscritti sarzanesi ce ne sono numerosi che portano un cognome quantomeno delicato, famiglie attenzionate dalle procure. Dicono di non sapere, chissà perché io ricordo anche i nomi che riguardano Genova e Imperia e Roberto, un parlamentare, non sa! Giorni dopo Carlo mi dice che avevo ragione: tra gli iscritti c'erano due condannati nel 2019. Bagnasco palesemente da mesi non è alleato di Toti, ma al suo servizio, tanto da aver reso il partito in Liguria, un qualcosa di simile a uno zerbino. Mi riferisco al fatto che non abbiamo ottenuto un assessore regionale e che pure nel nostro comune non dobbiamo averlo, anzi il nostro coordinatore regionale fa accordi contro il partito e porta avanti le decisioni totiane.
Bagnasco è in confusione totale, sabato diceva bisogna mettere Costa, tanto lo mettono uguale, e martedì scorso, doveva esserci la conferenza stampa. Giovedì ci ha chiamato affermando il contrario e venerdì era nuovamente dell’idea di dare l’assessore a Liguria popolare. E’ in uno stato confusionale tale da aver fatto capire ai totiani che non è un interlocutore attendibile, inducendoli a trattare direttamente con noi spezzini.
Vorrei chiarire due punti, il primo io e il consigliere Peserico siamo persone serie e non passiamo all’opposizione perché non ci viene data una poltrona: queste bassezze non fanno parte di noi e anche quando non siamo d’accordo col sindaco, lo facciamo nella massima trasparenza e lealtà. Toti è un alleato e il leader del centro destra in Liguria, ma non deve entrare nelle scelte di Forza Italia dalla quale è uscito di sua volontà da oltre un anno. Sono veramente stufo di avere un coordinatore regionale del genere, che più che un politico sembra un ragazzino viziato e capriccioso, ormai troppo cresciuto. La sua massima è: 'Si fa come dico io o decido io', poi ogni volta gli va storta perché non ne azzecca una. Allora si mette a urlare istericamente e a battere i piedini, come un bambino a cui hanno tolto il trenino. Prima delle Regionali - conclude Cenerini - ha cercato di far fuori Claudio Scajola, chissà per fare un favore a chi... Insieme ai coordinatori di Imperia e di Savona ho scritto al presidente Berlusconi, che ha sconfessato completamente la linea Bagnasco.
Bagnasco è affetto da Scajolafobia, in questo anno le rare telefonate che mi ha fatto non vertevano sul territorio o su cosa facevo, ma il tenore era questo: 'Hai sentito Claudio? Cosa dice Claudio? Eri a cena con Claudio? Cosa ci facevi in ufficio da Claudio? E’ arrivato a dirmi ti proibisco di parlare con Claudio e io che pensavo di essere in un partito liberale e democratico! Evidenti i motivi per cui Carlo patisce così il sindaco Scajola, che è intelligente, capace, esperto e autorevole, ovvero il suo esatto contrario, mentre lui è arrogante, presuntuoso e pieno di sé, che di solito sono sinonimo di incapacità. Pure Beppe Costa e Giancarlo Vinacci, amici di Berlusconi, lui li considera nemici del partito.
Ora basta: in una regione dove Toti è egemone, Forza Italia non può continuare a essere nelle mani di un inetto doppiogiochista, preoccupato soltanto dal come riuscire ad andare in parlamento al posto del padre! A guidarci ci deve essere qualcuno capace e leale verso il partito e Berlusconi, che ci faccia rispettare, perché siamo alleati di Toti, non suoi sudditi!", conclude il coordinatore provinciale di Forza Italia.

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